Un giornalista cerca sempre di evitare le smentite. Questa volta, invece, spero tanto che mi arrivi. Il video che ho pubblicato qui sopra, infatti, è di quasi un mese fa e documenta una cosa per me inaccettabile, se è ancora così… 

Siamo a Cascinapiano, nel rettilineo che dopo avere mostrato lo splendore del castello di Torrechiara spinge verso Langhirano. Circa a metà di quel rettilineo, all’altezza della fermata del bus che ogni mattina lo portava a scuola, in gennaio ha perso la vita Filippo, un ragazzo di soli 17 anni.

Al di là di ciò che la giustizia dirà sulle cause di quell’incidente, è apparso a tutti evidente da subito che quel punto è estremamente pericoloso e insicuro. Anzi, gli abitanti della zona ne chiedevano da almeno tre anni la messa in sicurezza. Mai attuati.

All’indomani della tragedia di Filippo sono stati annunciati interventi: ma per ora (almeno fino a quando ho girato questo video) non se ne trova traccia. Otto mesi fa (otto mesi fa…!) mi ero permesso di chiedere se era così difficile, in attesa di interventi più strutturati ma anche più laboriosi, perlomeno disegnare delle strisce pedonali, all’altezza dell’attraversamento per chi vuole raggiungere la fermata dell’autobus (dove trovo allucinante che un passaggio pedonale non sia stato pensato fin dall’inizio).

Mi fu risposto che le strisce non sarebbero sufficienti o che addirittura aumenterebbero la pericolosità in una strada con molto traffico e molte auto ad alta velocità.  Ma se non sono sufficienti, sicuramente sono meglio del niente di questi otto mesi (otto mesi…!). E se aumentano la pericolosità,  allora qualcuno mi spieghi perchè le strisce ci sono invece 100 metri più avanti, come si può vedere alla fine del mio breve filmato.

Morale: se il video è stato superato, qualcuno mi mandi una foto e sarò il giornalista più felice di sempre nel pubblicare una rettifica. Se invece davvero il nuovo anno scolastico sta iniziando nelle stesse condizioni documentate dalle mie immagini, allora vergogniamoci tutti un po’ e mettiamoci rapidamente al lavoro per provvedere.