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Non tradisco la “mia” Tv Parma dedicando un articolo alla prima puntata di Parma Europa: anche perchè a Pietro Adrasto Ferraguti ho sempre riconosciuto il merito di aver creato il primo vero settimanale di approfondimento politico delle tv locali (però come tg era ed è meglio il “nostro”… 🙂   ).  E anche perchè ero molto curioso di ascoltare il sindaco Pizzarotti sui temi della ripresa e le tre new entry della giunta (le assessore Seletti e Benassi e soprattutto quel Michele Guerra chiamato in giunta su un tema che della prima giunta Pizzarotti è stato sicuramente un punto debole: la cultura). 

Tre i punti più interessanti del dibattito, stimolato anche da un ex assessore alla cultura: Luigi Allegri, sempre brillante anche come opinionista. Tre punti legati fra loro e tutti da vedere alla prova dei fatti, ma che già ora profilano per il Pizzarotti bis uno scenario in gran parte diverso dalla prima legislatura (se in bene o in male lo si potrà dire nel 2022).

  1. Pizzarotti e non solo Parma – Per 4 anni (2012-2016) la componente nazionale e la telenovela dei rapporti con Grillo e i Casaleggio è stato indubbiamente un freno per l’azione di sindaco e giunta. Che infatti hanno poi costruito il successo elettorale soprattutto nei mesi seguiti all’abbandono dei Cinquestelle, quando Pizzarotti & C. si sono concentrati esclusivamente su Parma. Ora, sulla scia della vittoria, sono certamente in tanti a guardare con curiosità e interesse a Pizzarotti, alla sua immagine giovane e alla sua capacità mediatica. Ed è indubbio che Pizzarotti non sia insensibile a queste possibili prospettive future. Le simpatie di parte del Pd sono note (e Ferraguti ha sottolineato la “tournèe” estiva di Pizzarotti nei festival dell’Unità), ma probabilmente anche una parte della base M5s continua a pensare che sia stato un errore perdere uno dei pochi vincenti e convincenti (anche se a Parma non tutti sono d’accordo su questo…) del gruppo di Grillo.     E’ chiaro che Pizzarotti fino al 2022 sarà legato alla sua carica di sindaco, e poi si vedrà (il sindaco ha sottolineato che a Reggio non ha solo partecipato al Festival del Pd ma ha anche fatto visita agli ex colleghi in banca: “non si sa mai”…).  Ma proprio l’esperienza passata dimostra che due cose bene non si possono fare: quindi Pizzarotti dovrà districarsi fra l’essere davvero sindaco come lo è stato (piacciano o no le sue scelte) nell’ultimo anno, e il seguire sirene nazionali, con tutti i rischi che ciò comporterebbe per la gestione di Parma.
  2. Il tema sicurezza, anche se alla fine non ha condizionato l’esito elettorale, sta comunque rientrando prepotentemente nell’agenda politica cittadina. C’è chi parla di strumentalizzazioni politiche, chi di esasperazioni giornalistiche…Ma la rapina della notte scorsa alla pizzeria Orfeo, la tentata violenza sessuale in pieno giorno in via Verona, le aggressioni in Piazza Duomo e le risse in zona stazione (giusto per restare alle ultime settimane) non le hanno inventate nè i cronisti nè i politici di opposizione. E quindi è evidente che anche Pizzarotti, dico “anche” perchè ovviamente il ruolo principale resta a questure, prefetture e governo, dovrà mettere in campo qualcosa di più che in passato: il trasferimento e il servizio notturno della Polizia municipale dovrebbero concretizzarsi a breve, ma occorrerà inventare anche altre iniziative.
  3. Anche perchè, non sarebbe appetibile da turisti e manifestazioni una città insicura. E qui arriva l’altro versante della sfida: sicuramente il più ambizioso per un sindaco spesso criticato proprio su questo fronte. Parliamo della cultura: l’assessora Ferraris se ne è andata senza che i parmigiani si strappassero i capelli e al suo posto è arrivato un giovane di cui tutti mi parlano bene. Michele Guerra, anche nel dibattito di ieri sera, si è mostrato decisamente nella parte: e la ri-candidatura a Capitale della cultura è ovviamente il primo tassello della nuova legislatura. Ma sia lui che Pizzarotti hanno parlato anche di cultura come strumento proprio per affrontare degrado e insicurezza dei quartieri.   Sono state citate le recenti opere liriche in Oltretorrente: effettivamente l’esperimento ha funzionato, ed è vero che la battaglia per Parma sicura e vivibile richiede il coinvolgimento dei cittadini (compresi quelli che alle elezioni sono rimasti a guardare da lontano…).  Ma per ora siamo al precampionato, che è sempre positivo e pieno di belle intenzioni: per capire davvero la concretezza della squadra e dei progetti del Pizzarotti bis occorrerà attendere un po’ di tempo ( e questo naturalmente vale anche per i settori delle assessore Seletti e Benassi sui cui temi ci sarà tempo per tornare ampiamente).  Il dibattito di ieri sera mi ha rafforzato una convinzione: il Federico Secondo può essere migliore del primo se l’esperienza acquisita verrà messa  a frutto con umiltà e con voglia di studiare e dialogare con il resto della città. Mentre può essere peggiore se la sicurezza diventerà eccesso e se non si manterranno i piedi per terra.

Una sfida interessante, che riguarda tutti noi.