Cattura

Ieri ci chiedevamo: c’è un modo scientifico per affrontare il tema sicurezza e districarci fra percezioni, strumentalizzazioni ed esasperazioni (anche giornalistiche, ci dicono in tanti)? “Scientifico” è forse una parola grossa, ma di sicuro quelli di cui stiamo per parlare sono fatti e non semplici opinioni o percezioni. Guardate la foto: 

è una mappa della città sulla quale abbiamo riportato i fatti di cronaca di agosto e settembre. Che oggi dobbiamo già aggiornare. 

Allora: stiamo parlando di agosto e di un pezzo di settembre: in totale, fino a ieri, 52 giorni. In questo periodo, le cronache di tutti i media hanno dato notizia di almeno 12 episodi da semaforo rosso:  ovvero, per chi ama le statistiche, ogni 4,3 giorni Parma registra fatti preoccupantiChe cosa significa “preoccupanti”? No, non abbiamo preso in esame episodi minori che pure si sono registrati in questo periodo tipo  lo scippo all’anziana (viale Pasini) o i furti con  vandalismi (chiesa di via Isola e centro anziani p.le Allende). Nè abbiamo citato situazioni note da tempo come i pusher che stazionano o pedalano in via Trento, viale Vittoria, parco Falcone ecc.

Abbiamo invece esaminato i fatti in cui persone come noi o voi si sono trovate per strada pericolosamente a tu per tu con aggressori, rapinatori e stupratori. Se infatti andate a vedere la mappa (cliccando sulla foto oppure qui), vedrete che stiamo parlando di:  tentato stupro in via Verona; accoltellamento in via Mazzini; passanti presi a pugno in via Bixio; pestaggio in via Monte Altissimo; rapina e botte in zona Duomo; rapina con coltello in via Carducci e rapina “semplice” ma in piena Piazza Garibaldi; fino al “simpatico” incontro di alcuni passanti in via Lazio che si sono trovati davanti una lite con machete sguainato e alla rapina con coltello in via Trieste. Il tutto va unito alla situazione quasi quotidiana di piazzale Dalla Chiesa e Stazione, ripetutamente agli “onori” della cronaca in queste settimane con risse, rapine e blitz contro la mafia nigeriana.

Citiamo anche quest’ultimo episodio per ricordare che le forze dell’ordine non stanno mica a guardare. Ma che il quadro non sia dei più rassicuranti, soprattutto nelle ore serali (ma il tentato stupro in via Verona è avvenuto in pieno giorno) non sembrerebbe proprio una esagerazione.

Precisando due cose, per evitare equivoci o interpretazioni sbagliate: 1) stiamo parlando di episodi isolati, almeno per ora, e comunque mai finiti tragicamente (ma qui il confine è sottile: la stessa famosa lite sul bus finita col video su tutti i social poteva diventare tragica se l’autista cadendo avesse battuto male la testa. Da noi accadde anni fa in via Isola); 2) nessuno vuole dimenticare, mentre si parla di questa “piccola” cronaca nera, che ci sono a Parma anche i non meno odiosi reati dei colletti bianchi quando non anche le mafie infiltrate da tempo. Anzi, ha ragione chi dice che per togliere questa manovalanza della criminalità occorrerebbe colpire i pesci grossi (magari italiani o parmigiani) che vi stanno dietro.

Ma è evidente che quando un “normale” cittadino pensa alla sua sicurezza pensa soprattutto a quando esce in strada o rientra a casa o passa da questa o quella zona “calda”.  E se allargassimo questo tipo di mappa a tutto il 2017 (e parliamo solo dell’anno in corso) i segnalini sulla Google-cartina si moltiplicherebbero.

Morale: al di là delle esagerazioni di questa o quella parte politica e al di là di un titolo più o meno urlato, questa seconda parte d’estate ci sta dicendo che Parma sta faticando a mantenere il controllo del territorio. Almeno in certi luoghi e in certi orari.

Le risposte dovrebbero arrivare anche e soprattutto da Roma (più controlli e più risorse, leggi con severità certe) ma intanto qui in città tocca a tutti affrontare una riflessione vera: istituzioni, politica, cittadini e quartieri. Senza raccontare Parma come Caracas, certo, e senza strabismi che ci facciano dimenticare chi sta dietro a questi traffici. Ma anche senza far finta di non vedere i fatti: fatti concreti e incontestabili come quelli che abbiamo elencato.  Anche se non siamo l’Istat…  E ovviamente terremo aggiornata questa nostra mappa: sperando di non dover usare ancora troppi segnalini.