fb

E’ ancora attualissima e citata la vecchia battuta di Nanni Moretti che si rivolgeva a Massimo D’Alema sperando che ribattesse a Berlusconi sui temi della giustizia appunto dicendo “qualcosa di sinistra”. Ma a volte, forse, ci sarebbe bisogno di un Moretti anche sul versante opposto. L’ho pensato ieri vedendo questo accostamento di due ritagli della Gazzetta di Parma sul profilo facebook di Laura Cavandoli. 

Premessa. Di politici di destra ne ho conosciuti diversi, e sapendo di avere idee non proprio collimanti ho sempre cercato (ricambiato) un confronto  franco e leale, che mi ha fatto conoscere e rispettare vari esponenti di quel settore: da Gianluigi Busi (storico consigliere comunale del Msi) a Massimo Zannoni e diversi altri. E anche di Laura Cavandoli ho seguito nei mesi scorsi una campagna elettorale da candidata sindaca che mi è sembrata equilibrata e costruttiva.

Ecco perchè vedere quell’accostamento forzatissimo, con il ritornello delle risorse strappate ai parmigiani a favore degli immigrati mi ha lasciato un po’ deluso, e non mi è sembrato neppure di Destra, almeno quella con la d maiuscola che ha una sua storia ed un suo rigore.

Intanto, di ritagli da accoppiare alla tragedia del 65enne suicida ce ne sarebbero tanti, a Parma ed altrove: da ponti e autostrade inutili realizzati dagli alleati della Cavandoli quando erano al governo della città o della nazione (la Lega a Parma non c’era, ma in compenso era nel governo in cui si varava il ponte di Messina o si creava alla Maddalena un quartiere per il G8 che ora è là a marcire), oppure a quelli che hanno riportato alla ribalta delle cronache il signor Belsito. Ed è anche un peccato che una politica-donna ritenga secondario un investimento che toglie altre donne da strade in cui a sfruttarne il corpo a pagamento sono probabilmente clienti italianissimi e magari parmigianissimi, così come forse non tutti stranieri sono coloro che si arricchiscono su questo mercimonio.

Io ho dato atto pubblicamente a destra e Lega di avere sottolineato sul tema immigrazione certi aspetti critici che troppo a lungo altri hanno sminuito, e di avere combattuto un conformismo indulgente sul ruolo di alcune Ong e di alcune coooperative. Ecco: su questo sì che è giusto che venga proseguita la battaglia per la verità e contro gli sprechi. Così come ovviamente è giusto che una tragedia come quella del suicidio dei giorni scorsi ci interroghi e ci costringa a lavorare per evitare casi analoghi. Ma la speranza, esattamente come l’ho espressa per chi governerà la città e per chi avrà il ruolo dell’opposizione di centrosinistra, è che il Consiglio comunale appena eletto sappia volare un po’ più alto senza farsi prendere troppo la mano dal clima già di nuovo pre-elettorale a livello nazionale. Parma (e non solo Parma) ha bisogno di crescere davvero: e  per farlo è bene che ognuno, a destra come a sinistra, sappia superare qualche stereotipo che ormai risulta davvero insufficiente per affrontare e governare una realtà complessa che ci chiede invece nuove idee. E non è neanche detto che così si perdano voti, visto che neppure una presenza leghista ha impedito in giugno che un parmigiano su due preferisse disertare le urne…