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E’ stupenda la Parma di settembre, quando i colori dell’estate troppo calda e abbacinante si fanno più morbidi. Ma è bruttissima la prima foto (che in realtà è l’ultima) di questo mese in città: la foto di un dramma per 180 persone e famiglia di fronte all’incubo licenziamento, più altri 70 stagionali. E quella che è andata in scena ieri in Piazza non è “solo” l’ennesima vertenza sindacale di questa crisi che sembra non finire mai, ma anche la reazione di fronte a un comportamento che appare scorretto di fronte ai patti stipulati. E allora è tempo di “Parma noi ci stiamo!”: ci stiamo accanto a questi lavoratori e alle loro famiglie perchè se è vero che l’economia ha le sue leggi è anche vero che Parma pretende lealtà e umanità, prima di tutto. E anche l’idea di boicottare il gigante Nestlè non è male, se non si troverà una soluzione ragionevole per tutti.

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Ma sempre ieri in Piazza poche ore prima, un’altra manifestazione (forse un po’ troppo marchiata per poter coinvolgere molti parmigiani) ha ricordato il dramma delle donne vittime di violenza. Sulla panchina accanto ai Portici del Grano è rimasto un foglio (“Posto occupato”) a ricordarcelo. C’è davvero tantissimo da lavorare, qui: e prima di tutto dobbiamo farlo noi uomini. Ci stiamo provando con Maschi che si immischiano: seguite e mettete Mi Piace alla nostra pagina facebook, perchè c’è bisogno di tutti (e di tutte, ovviamente).

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Settembre era iniziato con le polemiche sulla ricostruzione dell’aggressione sul bus: ora attendiamo che gli inquirenti spartiscano le responsabilità fra l’autista del bus e chi lo ha poi colpito. Senza poter anticipare ovviamente nulla, potremmo scoprire in questo episodio una metafora della necessità di lavorare insieme sulle tante cose da rivedere. Che è poi quello che emerge anche dalla polemica di San Michele Tiorre, dove l’arrivo di alcuni profughi ha suscitato giuste domande ma paure e reazioni un po’ meno giuste e un po’ troppo esasperate. Da sempre diffido di chi (a destra o a sinistra) elargisce sul tema immigrazione ricette da due righe di facebook: c’è semmai da guardare a tutti gli aspetti di un tema complesso, compresi quegli aspetti che (da una parte o dall’altra) non ci piace riconoscere…

Così come sul più generale tema della insicurezza e dell’ordine pubblico. Non siamo certo una città da coprifuoco e da carri armati dell’esercito, ma neppure possiamo dire che tutto va bene, come abbiamo dimostrato con la nostra incontestabile mappa dei fatti di cronaca nera, che continueremo ad aggiornare.

Dovremmo poi saper aggiornare anche la nostra indignazione: vedere chiuso al traffico per cattiva manutenzione un ponte fondamentale come quello Colorno-Casalmaggiore mentre a pochi chilometri si buttano soldi per un abbozzo di autostrada che forse non avrà mai seguito è cosa che grida vendetta e una volta di più ci fa dubitare dei nostri politici e del loro senso dello Stato e della loro capacità di  programmazione. Per non pensare di peggio.

Poi gli immancabili scandali: per il crac Di Vittorio a Fidenza gli indagati sono ben 41. Ma anche a Parma abbiamo avuto nuovi arresti, con l’accusa di avere costituito patrimoni per evadere il fisco: ultimi (?) capitoli di una lunga sequenza che infanga Parma ormai dal crac Parmalat e che ha toccato ormai quota 27, come le opere di Verdi di cui ora celebriamo il Festival… Senza ovviamente dimenticare mai la presunzione di innocenza: quella innocenza che possono ora rivendicare l’ex assessore Giovanni Paolo Bernini per le pesanti accuse del processo Aemilia (prescrizione e assoluzione) e il suo collega/rivale Giampaolo Lavagetto per la lunga vicenda delle maxibollette in Comune.

E fra gli scandali, di cui far deposito nelle nostre coscienze, ricordiamo anche quello di una città nella quale un uomo si suicida a 65 anni perchè senza luce e alla vigilia di uno sfratto: è questa la vera città cantiere che dovrebbe impegnarci.

All’Università si elegge il nuovo rettore, ma già c’è chi adombra conflitti di interesse e situazioni che andrebbero chiarite.

In Consiglio comunale ci sono interessanti prove di dialogo, ad esempio sulla sicurezza. In altri consigli comunali ci sono a volte situazioni surreali, come la mozione di Soragna contro il comunismo, o episodi che ci ripropongono il passato che divise l’Italia, come il monumento a Fidenza per il capitano Gorrini.

Ci sono stati anche dolorosi addii: al cardinal Caffarra, all’allenatore Eugenio Bersellini e quello tragico al comandante dei vigili di Medesano, ucciso da un automobilista mentre svolgeva il suo lavoro per noi sulla strada.  Ucciso, pare, da un automobilista ubriaco.

E poche ore prima ci era arrivata la notizia che ben 7 (!) amministratori sono sospettati di avere svuotato i conti dei condomini che gestivano.

Ecco: ora rileggetevi tutto l’articolo e poi provate a stupirvi del fatto che “tanti nuovi parmigiani non rispettano le regole”. Che vogliano rubarci il “lavoro” anche in questo…?