Amate la solitudine? Ecco il luogo che fa per voi…  No, beh: per essere onesti un runner e un ciclista con bici da corsa li abbiamo incontrati. E forse non è un caso che 2/3 dei frequentatori di quel luogo – in un’ora – fossero atleti: il terzo ero io…  

Vista e rivista mille volte, mai capìta. La passerella ciclopedonale di via Emilio Lepido (rotatoria tangenziale nord) prima ancora che una bruttura è un assurdo.  Che non ricordo quanto sia costato, ma che certamente serve a poco e a pochi (non so voi, ma quando passo in auto mi sembra di non vederci mai nessuno).

Com’è da dentro? Per un 59enne non più troppo allenato è ancora accessibile: tempo di percorrenza da…casello a casello 1’30” ma certamente si poteva fare di meglio. Più difficile immaginarvi sopra un ciclista anziano (un 59enne ovviamente non è tale!) perchè comunque un po’ di salitella c’è.  Poi, una volta sulla “cima”, il panorama non è neppure male, con lo sguardo dall’alto sulla via Emilia verso la città e verso Reggio, con una infilata verso la tangenziale e con la visione del fungo dell’acqua di San Donato. Certo, non è il Marmagna…

Ma il problema vero (ovviamente senza tornare su quello estetico) è che a 100 metri c’è un passaggio pedonale e chi vuole passare da un marciapiedi all’altro lo fa lì con meno fatica e meno perdita di tempo. Per poi proseguire sul marciapiedi che va verso la città (passando sotto la passerella) e quindi imboccare la pista ciclabile, questa sì ben disegnata e ben tenuta, che arriva a Strada Elevata e poi si irradia in varie direzioni.

Come esercizio fisico è certamente da consigliare, anche per togliersi la curiosità di vedere da dentro e dall’alto. Però forse qualche modo migliore di impiegare i soldi pubblici lo si poteva trovare…

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