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Vedi le pietre e l’erba secca. Non una goccia d’acqua, lì dove l’acqua si accumulò e si gonfiò mostruosamente: tanto da sferzare il ponte dei Carrettieri e farlo quasi tremare, dopo avere già spazzato via quello della Navetta; tanto da sollevare come fuscello un container sbattuto poi contro le ringhiere; tanto da forzare, alla fine, l’uscita verso piazzale Fiume: e da lì la discesa verso l’edicola, verso Villa Parma, verso viale Villetta e addirittura verso barriera Bixio, così come dall’altra parte l’acqua si scatenava verso le Piccole Figlie, il Lauro Grossi e il Montanara tutto. A iniziare da quella centrale Telecom che avrebbe poi bloccato – quasi incredibilmente negli anni 2000 – una intera regione per ore e ore senza telefonia per un impianto a due passi da un piccolo argine. 

Il 12 ottobre 2014 fu il giorno dell’allerta che però non sembrava così minaccioso (quello su cui ancora stiamo aspettando le conclusioni dell’inchiesta penale) e fu il giorno delle nuvole mammatus con il funesto ma purtroppo azzeccato presagio di un lettore (leggi qui il Dossier allerta ricostruito per la Gazzetta di Parma). Poi, purtroppo, lunedì 13 ottobre fu direttamente la cronaca. Lì dove una fetta di Parma divenne un fiume di fango impazzito. Lì dove oggi è solo secco ed erba… Guarda la fotogallery:

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