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Domenica con amici da fuori Parma, con la gioia di scoprire e riscoprire insieme la bellezza straordinaria del nostro Battistero. Guardatevi la fotogallery qui sopra: rende solo in parte l’idea di ciò che si prova all’interno di quel monumento. E poi… 

Poi insieme all’orgoglio e alla gratitudine di poter condividere un simile gioiello, ecco all’uscita la conferma che spesso non ci meritiamo tanta fortuna. Questo straordinario tesoro medievale, a 4 giorni di distanza dalla prima foto (…) esternamente è ancora un portarifiuti, con le due famigerate bottiglie che ancora fanno brutta mostra di sè sopra gradoni dove stazionano persone che forse neppure sanno chi sia Benedetto Antelami.

Colpa loro? Certo: colpa di chi in vario modo non ha rispetto della Storia e dell’Arte. ma colpa soprattutto nostra, se 4 giorni non sono bastati ad accorgerci (!) di quel piccolo ma grande sfregio al luogo più bello di Parma. Lo ripetiamo per qualche critico da social che pensa che i giornalisti non dovrebbero occuparsi di questi temi oppure pensa che se lo fanno è per attaccare un’amministrazione. Dimenticando che a Parma ci sono tonnellate di libri e articoli (penso solo a Parma una città senza amore di Paoletti) in cui si ricordava a giunte di TUTTI i colori che la Bellezza di questa città va difesa contro ogni tipo di aggressione.

Allora, e per la terza volta, lo chiedo a Iren, all’assessore alla Cultura (che giustamente oggi racconta alla Gazzetta le carte che Parma ha per ambire ad essere Capitale della Cultura) e al neo delegato al decoro urbano (che in Piazza Duomo, a mio avviso, dovrebbe passare tutti i giorni): togliamo finalmente quelle due bottiglie e iniziamo a far capire a bivaccatori e vandali che al battistero ci si avvicina solo per osservarlo, studiarlo e ammirarlo.

Ps1 – E tornando a casa dal Battistero, leggo su Facebook che oltre ad Antelami anche Giuseppe Verdi subisce in qualche modo la stessa sorte. Ecco come il collega Paolo Panni documenta con immagini e parole:

mulino verdi

Un altro pezzo del mulino appartenuto al maestro Giuseppe Verdi (Mulino del Castellazzo, località S.Agata) è crollato e, a breve, di questa struttura non resterà nulla. Un’immagine sintomatica di come vanno le cose nella nostra italietta

Ps2 – Per fortuna ci sono anche esempi positivi e contrari: come la produzione che per una sera ha portato il Paradiso nel Ponte Nord