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Ce l’abbiamo “fatta”. La provincia tante volte celebrata a simbolo della bonomia emiliana e del buon vivere di queste terre ha sconfitto il nemico di questo terzo millennio: il terribile “buonismo”. Nelle fiamme dell’ex caseificio di Lesignano destinato a richiedenti asilo, qualcuno ha deciso di bruciare le nostre debolezze e i nostri tentennamenti contro i “barbari” invasori. E chissà poi quale civiltà avrà poi vista riflessa nel proprio specchio di casa (la civiltà cristiana dell’ama il tuo prossimo come te stesso?; quella occidentale della libertà di pensiero?…).

Certo: non siamo ancora ai roghi del film  Mississippi Burning evocato dalla foto qui sopra. Ma intanto, ieri e qui nella provincia della Parma che si sta candidando a Capitale della Cultura, in fumo sono andati la nostra intelligenza e secoli di nostra civiltà. Ma chissà che proprio da qui non possa nascere una riflessione: che non nasconda, certo, i problemi che l’immigrazione sta portando con sè. E che, soprattutto, non chiuda gli occhi su una realtà multietnica che è ormai tra noi. E in cui non sempre i migliori siamo noi…

Ci sono problemi da non nascondere e regole da applicare, è vero. Ma non sempre siamo noi i migliori professori per insegnarle. Ci sono spacciatori sotto casa da far sloggiare. Ma prima, forse, c’è da capire perchè i nostri figli, da noi “educati”, non sanno fare a meno della roba che quelli vendono. Ci sono violenze e prepotenze da debellare o da non fare attecchire. Ma non è col fuoco e con la violenza di questi delinquenti razzisti /e di chi li spalleggia o gli fornisce alibi politici e “culturali”) che ci riusciremo.  Quello che rischiamo davvero di bruciare è la parte migliore di noi: quella che da tempo (e ben prima che iniziassero le “invasioni”) stiamo perdendo…