C’è il sapore genuino della sfoglia tirata in casa e c’è la familiarità con il disegno e i tempi del digitale. C’è il rispetto solenne, quasi il culto, delle tradizioni e c’è lo sguardo ad un futuro da costruire anche con ironia affettuosa.

E’ una Parma liscia e dolce anche quella del terzo millennio: che non significa non vederne i difetti, ma sottolinearne le tante buone abitudini, specie in vista di un nuovo anno come il 2018 che sarà scandito in molte case parmigiane dal calendario di Parma Illustrata.

Enrico Gotti, Andrea Delbue, Margherita Portelli, per non stare semplicemente a guardare il mestiere di giornalista in un’epoca nella quale i giornali in crisi non accolgono più chi lo meriterebbe, hanno iniziato a guardare Parma. E a raccontarla fra immagini e parole, mai scontate.

Era già bello il loro 2017, primo esperimento, ma questo calendario 2018 ha molto di più e ci regala perfino un pizzico di poesia.  Quella che è soprattutto di due immagini fra le 12 tutte belle di Enrico: la “scalata” del Ponte di Mezzo paragonata al Mondiale a braccia alzate di Adorni e  il ragazzino tifoso davanti a un Tardini quasi fiabesco. E quella delle parole di Margherita e Andrea: la Schia paragonata alla sfera di vetro da capovolgere per far scendere la neve oppure appunto lo stadio in centro che consente alla passione sportiva di essere “inno alla lentezza, all’identità, alla passione”.

Divertono e si divertono, come sabato con Giulia Viviani a presentarli e con Tiziana Viscardi delle Generali, che ha spiegato perchè ha sposato il progetto insieme a Graphital e a Gazzetta di Parma con cui viene venduto in edicola. E anche se si ostinano a far credere che se parli bene di loro è per amicizia, questo 2018 conferma che sta crescendo qualcosa di importante e davvero promettente nel racconto della città per immagini e parole. E che il futuro di questi tre giovani cronisti (e speriamo anche di Parma come città) sarà caparbiamente a colori.