corridoni ferraguti e mascolo

Questa piccola storia, racchiusa in due fotografie, la inserirei in un Manuale di Giornalismo e la racconterei, se ci fossero ancora lezioni, agli studenti. Si parla di un giornalista con la passione della fotografia e di un fotografo con la passione del giornalismo, entrambi interpreti (e non da comprimari) nella straordinaria Gazzetta di Baldassarre Molossi ed ora entrambi in pensione ma con la¬†passione di allora ancora intatta. (Mi ricorda qualcosa…¬†ūüėá…).¬† ¬†

Uno dei due,¬†Antonio Mascolo¬†, nel suo quotidiano e piacevolissimo racconto fotografico dell’Oltretorrente inventa e realizza una foto del monumento a Corridoni da una finesta del piazzale: una foto in bianconero semplicemente strepitosa (andatela a vedere per intero nel profilo di Antonio insieme agli altri scatti in bianconero). E il collega fotografo,Ferraguti Giovanni, gli fa pubblici e sincericomplimenti. Ma Giovanni √® come un Pippo Inzaghi: la citt√† √® la sua area di rigore, e se gioisce davvero dei gol dei compagni ha poi un istinto del gol tutto suo. Cos√¨, neppure 24 ore dopo, ecco il guizzo che gli fa cogliere l’attimo da dentro un bus che ne incrocia un altro nello stesso piazzale: e cos√¨, Corridoni per mag√¨a si inarca non pi√Ļ sul monumento ma sul tetto del bus incrociato (e anche qui, andate sul profilo di Giovanni e vedrete la foto intera ma anche i suoi straordinari scatti parmigiani di oggi e di ieri).
Non sono solo due foto fantastiche: sono davvero la sintesi del segreto di un giornale dove tutti erano in competizione fra loro, ma sapevano che era necessario avere colleghi altrettanto bravi, per alzare ogni giorno l’asticella a tutta la squadra. E il sapere di uno diventava, condiviso, il sapere di tutti. E veniva trasmesso senza remore anche all’ultimo giovane collaboratore, sperando che crescesse a sua volta per arricchire il giornale.
Ecco, se dovessi spiegare oggi ai miei studenti che cos’√® il giornalismo direi che √® esattamente questo: raccontare insieme agli altri con la voglia di migliorarsi continuamente e di superare ogni giorno s√® stessi.