IMG_3064

Natale è anche il periodo in cui si rivedono volentieri parenti un po’ anziani, cui sai di dover perdonare la ripetizione di racconti già ascoltati e riascoltati mille volte. Ecco: non vorrei che il Natale ci “regalasse” qualcosa di simile nella politica cittadina. Che dopo un inizio soft e ricco di buone intenzioni, 

sta gradualmente approdando al già visto racconto di due città contrapposte. Ed entrambe inesistenti.

Parto dal post di Pier Paolo Eramo. Il titolo (Caro Fedez, Parma non ti merita)  prometteva un approccio ironico, che in effetti c’è ma che poi, anche nell’intervista ad Alicenonlosa che ritrovate nel link, sembra scivolare in un giudizio quasi totalmente negativo che le recenti elezioni – pur senza entusiasmi plebiscitari – hanno bocciato, e che quindi evidentemente non corrispondono al giudizio dei parmigiani.

Che però neppure pensano di abitare nella città più bella ed immacolata del mondo: altrimenti i consensi alla giunta uscente sarebbero forse andati al di là del 26% dei potenziali elettori.  Ecco perchè, se Eramo può avere esagerato in un senso, non meno esagerati sono i toni delle repliche, pur a loro volta ricoperti con uno strato di ironia che però come per Eramo non copre i contrasti estremizzati.

Ci sono tante cose ben fatte o ben avviate (proprio nei giorni scorsi ho raccontato, toccando con mano, delle intelligenti sinergie turistico-gastronomiche ad esempio con Alba; oppure delle iniziative sul fronte integrazione che è una sfida fondamentale per tutte le nostre città; oppure ancora del rapporto diverso con gli altri Comuni e con le province vicine, senza più presunzioni dall’alto al basso).

E allo stesso modo ci sono tanti problemi non certo risolti: dalla sicurezza (dove il Comune non è l’attore protagonista ma neppure una comparsa) alle strategie da adottare sulle infrastrutture (è davvero giusto insistere sull’aeroporto? Quanto meno sarebbe giusto discuterne a fondo e pubblicamente) a certi interventi su cui il giudizio è quanto meno sospeso (da Piazza della Pace a via Romagnosi con la misteriosa struttura che per ora serve solo a coprire la tradizionale e bella vista dell’Oltretorrente).

Insomma, non siamo nè all’Inferno nè in Paradiso. Siamo in un Purgatorio nel quale è necessario che i politici lavorino confrontandosi anche duramente ma più concretamente e senza polemiche che non portano da nessuna parte. E nel quale anche noi cittadini, quest’anno vergognosamente pigri perfino al momento di eleggere i nostri rappresentanti, si tirino su le maniche e partecipino alla vita pubblica senza limitarsi a guardare e criticare.