Non proverò a dire che se non ci fosse occorrerebbe inventarlo, perchè di inventarlo così non saremmo capaci…  Una cultura grande quanto la sua modestia, un rigore pari alla gentilezza… Giuseppe Pino Marchetti è un capitale della Cultura, per la nostra città. 

Una cartacea colonna sonora di Parma e della sua Letteratura. E non solo, se sono tanti i critici nazionali che lo stimano e che sempre chiedono di lui a scrittori o giornalisti parmigiani con cui vengono in contatto nelle rispettive città. Il conto dei libri letti e raccontati lo ha forse perso anche lui: e se è vero, come ha detto l’altra sera Guido Conti, che “l’identità di una città nasce in gran parte dai suoi scrittori” è altrettanto vero che quegli scrittori e quei libri hanno poi bisogno di qualcuno che sappia ordinarli, giudicarli, soppesarli.

Giuseppe Marchetti lo fa da decenni con una passione che non ha eguali nella nostra città e probabilmente neppure in tante altre. E ora questo suo “Narratori parmigiani fra i due secoli” edito da Diabasis e presentato da Feltrinelli, altri due nomi cui essere grati,  ne è una parziale ma efficacissima certificazione. Che regala a Parma una agile e provvidenziale catalogazione dell’affollatissimo  panorama dei nostri scrittori negli ultimi decenni. Da Barilli a Varesi allo stesso Conti, da Paolo Nori a Gene Gnocchi ad altri: un totale di 24 nomi che racchiudono la produzione più importante dell’ultimo Novecento e di questo inizio di Terzo millennio.

Per tutti (e lo si vede specialmente per quegli autori di cui sono riportate più recensioni,  man mano pubblicate sulla Gazzetta) si vede il marchio di fabbrica di “Pino”: analisi affettuose ma ferme, in cui l’incoraggiamento prevale anche quando – senza sconti – una frase o un accenno indicano anche i difetti. Non per stroncare ma per indicare dove c’è da lavorare, da limare, da perfezionare.

Un critico amico, che non è un ossimoro ma semmai un grande privilegio per una città e per i suoi narratori. Senza dimenticare tutte le volte in cui, quasi di nascosto e con ancor più modestia, Marchetti stesso si è messo a scrivere non  per sè e per Parma: valga per tutti un libro su Bertolucci che è un irresistibile invito ad approfondire il poeta di Baccanelli. Pino, albero maestro sulla nave che ospita i protagonisti della nuova officina parmigiana.