Oggi sul web “scopriamo” che Facebook gestisce i nostri segreti e ne può fare cattivo uso?

“Segreti”? Ma se siamo noi a mettere in Piazza social ogni giorno le nostre idee e le cose che ci piacciono o ci servono (a proposito, interessa a qualcuno una casa in quel luogo per me magico che è borgo Marodolo…?).  O davvero, come scrive oggi Gramellini sul Corriere della sera, la terminologia di Facebook ci aveva fatto pensare a Zuckerberg come a un caro “amico”? 

Parlarne e approfondire è giusto, anche perchè dietro a tutto questo ci sono per Facebook ed altri colossi degli spropositati guadagni, per di più esentasse in molti paesi. Ma quanto a noi,  senza attendere indagini o chiarimenti planetari, credo che da Facebook & C. dovremmo imparare a difenderci da soli.

Esempio: se fossi un ladro di appartamento, scorrendo già solo le mie amicizie su PF saprei di potermi recare a rubare in casa di Tizio che è nei mari del Sud, di Caio che è in viaggio di lavoro in Sicilia e di Sempronia che sta ammirando le bellezze di Mosca. Certo, un viaggio è una delle cose più belle da condividere per tutti noi, anche perchè in questo modo si riempie facebook di Bellezza. Ma non è meglio farlo una volta a casa, prima che qualche software ne derivi una rubrica quotidiana “Appartamenti da svaligiare”?

Ovviamente questo vale anche per la politica.  Se facebook volesse ricavare dai miei post un profilo socio-politico non farebbe neppure una gran fatica. E se da qui qualche software volesse individuarmi come destinatari di messaggi a favore di questa o quella ideologia non potrei certo impedirlo. Ma è a questo punto che ogni software dovrebbe incepparsi, se riusciremo a mantenere l’ultima parola per il nostro cervello, al di là di quello che leggiamo sul web o altrove.

Perchè, come forse scriverebbe oggi Giovannino Guareschi, che con i suoi slogan contribuì a determinare il risultato delle Politiche 1948 (come si vede, 70 anni dopo non si inventa nulla…), “Nel buio della cabina elettorale” Stalin non ti vede, ma anche Facebook fa fatica. Se noi non vogliamo.