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Non capita tutti i giorni che l’imprenditore a capo dell’azienda più famosa di Parma analizzi la situazione della città.  E che ne esca un quadro (“”Cammino per le strade di Parma e provo dolore. E’ una città in decadenza”) non certo confortante e allo stesso tempo in antitesi con il clima di festa che solo poche settimane fa aveva salutato la designazione a Capitale della Cultura 2020. Allora 

ha fatto benissimo Pier Paolo Eramo, che era presente all’incontro alla Feltrinelli, a riprendere e commentare l’intero discorso di Barilla. Ma il ruolo anche politico di Eramo comporta, suo malgrado,  il rischio che la discussione si sposti sul campo delle consuete scaramucce da Consiglio comunale maggioranza vs opposizione.

E invece  forse occorrerebbe cogliere l’occasione per un salto di qualità. Prendere quelle parole, ma anche le buone notizie come appunto la Capitale della Cultura, come spunto di una riflessione vera e generale, che sfugga ai duplice contrapposto racconto della “città modello” e della “città disastro”.  Sarebbe un bellissimo tema per un convegno di un giorno, possibilmente fuori dalle stagioni delle campagne elettorali (dopo le Politiche incomberanno presto le Regionali) e a distanza da inizio e fine della nuova legislatura comunale, dove non tutti hanno ancora trovato un’identità.

Una riflessione senza celebrazioni e senza fustigazioni, che prenda nota delle nostre grandi potenzialità (i 10mila visitatori di San Francesco del Prato sono un’altra bella notizia) e che tracci una rotta più chiara per il nostro futuro: dalle infrastrutture Aeroporto/Alta velocità/TiBre ferroviaria e stradale ai temi sicurezza/giovani/cultura/anziani/immigrazione….  Una giornata in cui le varie categorie e istituzioni dicano chiaramente alla città che Parma immaginano per i 2020, 2030 ecc. Una giornata in cui ci sia spazio per alcuni rappresentanti di quel “Senato dei premi Sant’Ilario” tante volte evocato e mai davvero realizzato. Una giornata in cui, anzichè fare le pulci agli altri, ogni categoria ed ogni parmigiano che parlerà guardi prima di tutto a ciò che di più può iniziare a dare. Credo ce ne sarebbe per tutti: politici, intellettuali, imprenditori, giornalisti, cittadini semplici…e se sapessimo unire autocritica e idee, la città che è un giorno Capitale e un giorno Decadente potrebbe forse raddrizzare la barra e affrontare con realismo, equilibrio e convinzione i nuovi viaggi.

C’è qualcuno in questa città che la voglia e il “coraggio” di organizzarla…?

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