Archiviato il pesce pasquale e politico del sindaco/premier Pizzarotti, forse ora sarebbe bene che Municipio ed altri Palazzi cittadini si concentrassero su un altro e ben più concreto problema. Dal pesce d’aprile, infatti, siamo rapidamente passati alla pece d’aprile: un flusso di cronaca nera che già solo negli ultimi giorni ha invaso i media locali, come si vede dal nostro collage di titoli su siti web. E a meno che qualcuno non voglia ancora attribuire le uniche colpe ai giornalisti “allarmisti” ,

sarebbe tempo di guardare la realtà (e la città) per ciò che è veramente: non certo un regno del degrado e della delinquenza come qualcuno dice, ma neppure quella stucchevole città da favola che altri troppo spesso cercano di spacciare (verbo molto in uso anche nella Pilotta al centro della capitale culturale…).

I fatti parlano chiaro. Basta leggere questi 5 titoli del dopo-Pasqua:

Lunedì 2 : Pestaggio con bastonate in via delle Fonderie

Lunedì 2 : Rissa in stazione. Straniero derubato e malmenato

Martedì 3: Rapina in boutique di via XX marzo. Aggredita e legata la titolare

Mercoledì 4: Rapina alla Banca Cremonese di via Verdi

Mercoledì 4: Rapina alla sala slot Macao (ex Salamini) con spari in aria

E se andiamo indietro di pochi altri giorni, troviamo un’altra rapina con colpi di fucile in aria e le varie “imprese” delle bande giovanili.

Qualcuno pensa che non ce ne sia a sufficienza per porsi veramente e seriamente il problema di una criminalità che si espande e sottrae al controllo zone crescenti – e anche centralissime – di città? E allora è anche il momento di uscire dall’inconcludente scaricabarile per cui il Comune accusa il governo, l’opposizione accusa il Comune, i responsabili delle forze dell’ordine minimizzano. L’obiettivo di Parma non è essere diversa da “Gomorra”: fin lì dovrebbe essere (ancora) facile. L’obiettivo è quello di ridare ai cittadini, e ai commercianti come ha chiesto ieri il presidente Ascom Dall’Aglio, la sicurezza (=libertà) di muoversi e lavorare in città senza paura.

E fra parlamentari, ex parlamentari, prefetti, questori, amministratori, delegati alla sicurezza, polizia municipale, dovrebbe esserne a sufficienza per affrontare il problema o per incalzare sul serio le autorità centrali a modificare leggi e organici delle forze dell’ordine. Così come per i politici d’opposizione sarebbe forse l’ora di organizzare un pubblico dibattito nel quale chiamare istituzioni e Palazzi politici a prendere impegni seri e concreti davanti alla città, ovviamente aggiungendo poi le proprie proposte

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