parco

Zona parco Falcone Borsellino. Il conoscente che incrocio è parte di un bel quadretto: la giovane mamma con il passeggino, lui e anche il cagnolino al seguito. “Una bella domenica da nonno” gli dico. Ma la risposta è: 

“La sarebbe stata, se la nostra passeggiata al parco non si fosse interrotta dopo poche decine di metri davanti a un gruppo di persone che discutevano animatamente e con qualcuno che brandiva minacciosamente bottiglie”. Avete chiamato qualcuno? “Lo aveva fatto un mio amico pochi giorni fa, ma mi ha detto che la risposta della Polizia municipale è stata: non possiamo farci niente”…

Ovviamente rimando ad eventuali smentite quest’ultima frase. Ma al di là di questo “dettaglio”, quando si parla di sicurezza in città la cosa che troppi non capiscono è che il discorso non può basarsi solo sulle statistiche. Appena ieri l’altro una amica impegnata in politica mi rimarcava le cifre  dei reati in calo e attribuiva ai media (“ovviamente” Gazzetta in testa) la percezione di insicurezza che contagia troppi cittadini.

E qui, pur condividendo parte delle ragioni del’amica, temo di capire perchè il centrosinistra non vince e non vincerà per un bel pezzo le elezioni. A parte che il calo dei reati può essere almeno in parte anche solo un calo delle denunce (quante volte ho sentito dire, a torto o a ragione, che è quasi inutile denunciare…), il senso dell’insicurezza nasce proprio da episodi come quello che ho appena raccontato. Nasce da piazzali impraticabili, parcheggi appena aperti e subito chiusi perchè ingestibili, dalle stesse aree verdi in cui – anzichè “potare” le presenze illecite – si preferisce farlo con le siepi, o si preferisce togliere le panchine come se questo allontanasse il degrado…

Sono i pezzi di città dove non siamo noi (nè le forze dell’ordine, tranne qualche  incursione efficace ma solo nel breve periodo) a comandare, e dove soprattutto non siamo più liberi. Certo, è un problema complesso: non si è risolto per magìa il 5 marzo come certi candidati promettevano e lo si risolverà solo con l’azione di tutti. Ecco perchè, per cominciare, sarebbe bene – ribadisco – che se ne discutesse insieme e concretamente: senza affidarsi solo alle “percezioni” ma senza neppure affidarsi solo a numeri che dicono qualcosa ma non dicono tutto. E non dicono delle “belle” domeniche al parco che durano solo pochi minuti…