Dovremmo darci tutti (lo dico anche a me stesso) una regola: aggiornare i dibattiti che si infiammano in tempo reale su facebook e sul web ad un terzo tempo che, come nel rugby, lasci decantare le scorie della “partita” e consenta nel massimo rispetto reciproco un confronto più sereno e costruttivo, senza che nessuno debba rinunciare alla propria casacca o alle proprie idee. Il caso dei richiedenti asilo impiegati nella vigilanza scolastica ne è un esempio… 

Andiamo con ordine. Nei giorni scorsi il Comune ha annunciato che “Vista la carenza di organico della Polizia Municipale e al fine di utilizzare gli agenti per altre necessità della città, abbiamo pensato di sostituirli nel presidio all’entrata ed all’uscita delle scuole con nuovi volontari. A tal fine, insieme ad AUSER sono stati selezionati e formati una quindicina di ragazzi richiedenti asilo”.  Immediata la reazione della Lega: “A #Parma succede anche questo: i richiedenti asilo che fanno servizio di vigilanza scolastica!
Sconosciuti (e più della metà saranno dichiarati clandestini) a contatto con i nostri bambini!
Noi della lega in consiglio comunale a Parma, Emiliano Occhi, Maurizio Campari, Carlotta Marù e Laura Cavandoli, stiamo preparando un’interrogazione perché il Comune sciolga questo folle accordo!”

Ovviamente è del tutto legittimo che un gruppo d’opposizione critichi un provvedimento del Comune. Bene anche vedere questa mobilitazione del gruppo comunale contro questi invasori: pochi giorni prima, quando si trattava di celebrare la Liberazione da altri e un tantino più violenti invasori (in realtà già qui perchè in precedenza alleati del dittatore di Predappio) il Carroccio non era stato altrettanto solerte.  E magari si potrebbero usare altri toni: vero che mai come adesso strizzare gli occhi a xenofobi e razzisti porta voti e stipendi da parlamentare, ma resto sempre  dell’idea che un politico debba anche educare. E quella frase sul contatto con i bambini è invece di indubbio stampo razzista.

Ma a me piace anche riconoscere anche le ragioni degli altri. E quindi sono innegabili due cose: 1) certe scelte sarebbe sempre meglio prima spiegarle e discuterle che annunciarle a cose fatte (questa ci sembrava anche la mission della casa di vetro annunciata nel 2012 dagli allora cinquestelle…); 2) sia il tema specifico che la questione immigrazione in generale – su questo è innegabile che la Lega abbia qualche ragione – non vanno calati dall’alto pretendendo un assenso a scatola chiusa, ma vanno certamente analizzati e approfonditi. Anche perchè 3) la storia recente dei nonni vigili e dell’utilizzo della Polizia municipale ha visto da parte della giunta 2012-2018 errori e cambi di direzione che spesso hanno dato ragione a chi criticava.

Morale: da una parte e dall’altra (e in un caso con l’aggravante dei toni razzisti) è mancata una discussione di ampio respiro che andasse al di là delle idee di ognuno, come se dall’altra parte tutto fosse sbagliato.

Non è finita. Due giorni dopo, ecco sotto processo un titolo della Gazzetta di Parma: “Migranti al posto dei nonni vigile. Ancora polemica”. Corretto, opinabile, discutibile, infelice? Qualunque giudizio ci sta, come ho sempre pensato del lavoro che ho fatto per 40 anni: per me il titolo non era forse chiarissimo, ma neppure lo si poteva etichettare come smaccatamente razzista. Nè credo meritasse questo commento infuocato della consigliera Nadia Buetto: “I mezzi di comunicazione , compresa la Gazzetta di Parma , sono responsabili di una campagna mediatica che ha indotto i cittadini ad aver paura del diverso , dello straniero , preferendo esaltare la strumentalizzazione operata da quelle forze politiche che hanno fatto in questi anni della lotta al fenomeno migratorio, che nessuno potrà fermare nemmeno coloro che lo promettono, il loro cavallo di battaglia.  Basta odio, basta paura”.  Toni secondo me eccessivi, ai quali si è presto accodato un manipolo di commentatori lesti ad offendere la Gazzetta e tutti (…) i suoi giornalisti: la “migliore” tradizione parmigiana di chi, da D’Aversa alla Gazzetta, ogni giorno spara sentenze dall’alto di una cattedra di cui spesso si fatica a capire i titoli… Con in più l’ignoranza di chi continua a parlare di un monopolio che oggi esiste, letteralmente, solo sulla carta, in una città che accanto a Gazzetta e Tv Parma schiera un settimanale certo “non allineato”, il sito web del gruppo editoriale più importante d’Italia e altri 6/7 siti di web news assolutamente variegati; e senza contare appunto la crescente diffusione e funzione dei commenti social, comprese pagine dedicate proprio al fare le pulci alle magagne dell’informazione.

Ieri poi è arrivata una seconda notizia: l’impiego di richiedenti asilo anche per l’orto laboratorio della Scuola per l’Europa. Nelle stesse ore in cui – va dato loro atto – le parlamentari leghiste Cavandoli e Saponara intervenivano a un incontro della associazione italo-tunisina. E nel frattempo è stato l’ex collega Arturo Dallatana (oggi notaio, ma senza avere perso il “vizio” di scrivere) a sollevare sulla questione alcuni dubbi:  “Davvero i cari nonnini non erano più disponibili?
Questi migranti sono regolari o clandestini?
Come vengono ricompensati e da chi?
Come sono stati selezionati?
Come sono stati addestrati?
Dove alloggiano?
Cosa conoscono delle nostre regole e dei nostri codici?
Ci si accorge solo ora, dopo anni, che affidando a volontari il controllo davanti alle scuole si liberano vigili? (davvero perspicaci)

Credo comunque che sia una polemica fondata sul nulla, se le cose andranno come in Cittadella, presentazione di un gruppo di migranti che avrebbero curato il parco, foto di gruppo per il giornale, un rastrello per cinque, poi al lavoro, una dura mezz’ora per il prescelto del quintetto, intervista alla Consigliera comunale candidata, è una nuova pagina di integrazione che si apre.

E dopo?

Mai più visti”.

A Dallatana e alla Cavandoli ha risposto oggi, con il suo tono appassionato, ancora Nadia Buetto, dopo che la “cattiva” Gazzetta aveva già ospitato le repliche del sindaco Pizzarotti. Ecco uno stralcio (la lettera completa è sul profilo FB della Buetto): “Nessuno nega le criticità di Parma , come per le altre città, in termini di spaccio e prostituzione, è nostro dovere però anche guardare ai fatti e sono io ora a farvi delle domande? 
In provincia di Parma risiedono 60.000 stranieri e circa 1.400 richiedenti asilo, davvero pensiamo che siano tutti malviventi o persone delle quali diffidare perché di culture diverse? 
La Questura ci dice che i reati sono in calo ma che il consumo di cocaina è in aumento. 
Davvero pensiamo che a Parma giri coca solo da quando ci sono i nigeriani? Prima non c’era droga? 
I parmigiani comprano sesso sulle strade solo da quando sono arrivate le nigeriane? 
Non vi erano malavita e corruzione in Italia prima dell’arrivo della mafia nigeriana? 
Non è forse la mafia italiana che importa la cocaina e la distribuisce in tutto il mondo? 
Facciamo lo sforzo di non generalizzare , di non pensare che questi ragazzi siano pericolosi solo perché nigeriani , allora non dovremmo mandare i nostri figli all’oratorio perché i preti sono tutti pedofili, oppure dovremmo pensare di essere tutti mafiosi in quanto italiani. 
La soluzione credo stia nelle conoscenza delle persone, nella loro frequentazione, nel loro avvicinamento. 
A questo proposito il Comune ha proposto una serie di incontri per promuovere il tema dell’inclusione, incontri per far conoscere alla città le persone che accoglie, purtroppo però non ho visto nessuno di voi, nessuno desideroso di capire, conoscere o semplicemente di esternare i dubbi , le paure lo sconcerto così violentemente esposti qui”.

Provo a tirare delle conclusioni, pur sapendo che il tema richiederà altri approfondimenti: 1) se parliamo di principi e di necessità di ragionare al di là dei colori di pelle, sto ovviamente tutta la vita con Nadia Buetto; 2) è però vero (e qui la Lega non ha fatto solo strumentalizzazioni, altrimenti non avrebbe tutti quei voti che non sono tutti voti di xenofobi…) che c’è stata una immigrazione massiccia e incontrollata che accanto a tanta brava gente ha portato problemi e disagi che ognuno tocca ogni giorno con mano: ecco perchè sul tema non basta qualche incontro magari in orario di lavoro. Occorre un dibattito pubblico, permamente e concreto; 3) più in generale (lo dissi già per tutt’altro tema come Piazzale della Pace) la preannunciata “casa di vetro” delle decisioni condivise con i cittadini esiste ben di rado. Occorre più confronto preventivo, e proprio l’abilità di questa giunta nell’utilizzare da subito web e social dovrebbe favorire questo confronto, senza che debba troppo spesso avvenire a posteriori; 4) occorre poi anche – come dice Dallatana – verificare pubblicamente se parliamo di iniziative spot o se c’è un rendiconto finale che metta a tacere i dubbi (vedi esempio della Cittadella); 5) occorre massima chiarezza sul tema volontariato/rimborsi –  che già in passato fu fonte di polemiche sul tema nonni vigili – per capire se nella vicenda non ci sia una sorta di “razzismo al contrario”; 6) e infine dobbiamo metterci d’accordo sul rapporto che vogliamo avere con queste persone, al di là di ciò che i governi potranno o vorranno fare sulla questione sbarchi. Ovvero: dobbiamo provare a integrarli nella nostra collettività oppure – come qualcuno pretende – va data priorità ai cittadini italiani, con il rischio però che poi questi nuovi arrivati restino allo sbando e a rischio di lavori illeciti?  Come si vede, il tema – al di là dei toni a volte razzisti con cui lo si pone – è abbastanza complesso per meritare davvero qualche sforzo in più. Da parte di noi tutti.

(segue…)