francesca duranti foto bocchia

Basta ascoltarla e soprattutto guardarla pochi secondi, anche solo in questa bella foto di Francesca Bocchia (Gazzetta dell’Emilia). E quello che arriva poi con la lettura sembra quasi naturale, pur di fronte alla più innaturale delle situazioni: un cancro scoperto durante la gravidanza. “Pensare alla morte quando è in arrivo una nuova vita”, come si legge poi in una frase di Paola, un’altra delle tante voci che fanno corona a Francesca Duranti nel blog delle ragazze “fuori di seno” e nel libro che ad opera di Francesca le racconta. 

Perfino la grafica delle pagine del libro (edizioni Fedelos) sembra dirci da subito che sì il libro è serissimo come purtroppo la è una diagnosi che colpisce a tradimento, ma ci dice anche che no: non una riga di quella storia intende piegarsi al cancro, alla paura e alla sfiducia. Ma anzi, parole e composizione delle pagine sembrano  continuamente trasmettere proprio quella sorridente (e un po’ pazza) caparbietà di Francesca e delle altre donne del blog e del libro. Con un contorno, che merita di essere sottolineato, di donne e uomini medici capaci – anche se non tutti – di quell’empatia con la paziente che a volte non è meno fondamentale delle terapie vere e proprie.

Non voglio anticiparvi e privarvi di nessuna pagina, perchè il libro di Francesca Duranti (nata in Lunigiana e residente e insegnante a Parma) più che letto va vissuto. Per provare a capire, pur sapendo che da fuori è forse impossibile, lascio scorrere un po’ dei temi che mi sono appuntati, nella variazione dello stato d’animo e dei toni: perdita dei capelli, sfera sessuale, meditazione, “Mi curerò da sola con la forza della vita…”, un vestito nuovo, i tacchi alti, una ninnananna per il figlio, un servizio fotografico a tutta la famiglia.

Sapendo che può perfino andar peggio: il figlio che beve accidentalmente sgrassatore, il compagno/fidanzato che ti molla alla prima chemio (ma non è il caso di Francesca/Ginevra che si trova al fianco un vero Lancillotto), e perfino il terremoto nel Modenese che ti costringe in tenda appena saputo del cancro…

Ma su tutto c’è una sorta di privato (e poi condiviso) “vaffa day”: a-staccato-fanculo diventa in un colpo liberazione e grido di lotta. Perchè spesso, per fortuna, “di cancro si vive ed è un grande maestro!”.  Da leggere, davvero, perché arricchisce tantissimo.