Cattura

Non è un post acchiappa-clic: anzi, semmai mi farà acchiappare critiche e impopolarità. Ma dopo 40 anni di giornalismo innamorato di questa città, credo che sulla vicenda del deferimento Parma calcio vadano spese due parole sincere. Anzi tre. 

  1. L’inchiesta sembra davvero ridicola. Se l’unico elemento è l’sms di Calaiò (che da parte sua non ha brillato al cellulare come in area di rigore…) sembra proprio che si voglia cercare una tempesta in un bicchiere d’acqua. E meno male che l’sms non era diretto a Gilardino, l’ex crociato che nella partita ha sbagliato un rigore… Però qui c’è davvero il nulla: sembrano le battute che ci scambiavamo con gli avversari del calcetto del mercoledì sera. L’unica cosa che preoccupa è il clima che si è creato (specie ad opera del presidente del Palermo Zamparini) su questo finale di campionato, e che si aggiunge al clima che addirittura dallo scorso anno (Pordenone) viene alimentato contro il Parma. Ma se davvero c’è ancora una logica nel calcio, non si vede come il processo possa sfociare in una condanna.
  2. La società, a dispetto di chi la vuole sentire urlare, ha fatto e fa benissimo a seguire il comportamento di questi giorni. Poche parole, concrete e mirate ai fatti: un profilo basso che serve a non alimentare la rissa (come sul campo, è la squadra inferiore a guadagnarci se la partita si mette sulla battaglia nel fango) e che speriamo possa pagare. Così come ieri era giusto farsi sentire,  e proprio nei toni utilizzati dall’ad Carra.
  3. Mi spiace, invece, vedere e leggere tanti post sui social grondanti insulti e volgarità. Spesso distribuite anche a casaccio: come quella (e non lo dico per spirito di categoria) verso i giornalisti della Gazzetta dello sport che hanno dato per primi la notizia che si è poi rivelata fondatissima. E’ come se Pizzarotti desse la colpa alla Gazzetta di Parma dei suoi tre avvisi di garanzia: sappiamo ciò che diciamo o scherziamo? E se anche si volesse criticare un certo mondo del calcio includendovi la Gazzetta rosea, è possibile che anche nella civile Parma non si sappia più formulare una critica che non sia condita da insulti? Sono queste le regole di “civiltà” per le quali poi chiediamo alla politica di non fare entrare nelle nostre città i “barbari”…?

Concludendo: speriamo che presto si possa celebrare una seconda festa della Promozione, questa volta definitiva. Ma nel frattempo diamoci una calmata e ritroviamo il gusto parmigiano di discutere con il sorriso: perchè il Parma del calcio ha meritato sul campo la serie A, ma la Parma dei social oggi è da serie D.