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Non era ancora arrivata, ieri a metà pomeriggio, la sentenza sul Parma calcio. Ma su facebook qualcuno che sentenziava c’era già: “Ma quell’avvocato è del Parma o lavora per Zamparini?” scriveva un “tifoso”. Probabilmente di quelli che settimane fa contestavano la strategia della società (“Deve cominciare a querelare e non starsene zitta!”), probabilmente uno di quelli che in primavera “se non cacciano D’Aversa non andremo neppure ai playoff”… 

E’ la quotidiana Italia di Facebook. Nella quale non occorre aver studiato Medicina per parlare di vaccini e nella quale un elettricista (così si definiva il commentatore) disserta sulle strategie processuali di un avvocato, che poi come noto ha vinto trionfalmente la causa che vedeva protagonista la società crociata. E il bello è che a nessun medico o avvocato viene in mente di contestare su facebook come si realizza un impianto elettrico…

Ma il festival della nostra supponenza (“nostra” ha anche valenza autocritica) è la politica. Qui il mix fra la nostra sempre più diffusa mentalità da tifosi e la rapidità con la quale i social inducono a condividere e commentare crea effetti ormai tragicomici.

La vicenda del lancio dell’uovo ne è stato un perfetto simbolo. Per due giorni un affrettato coro antirazzista con ancora più affrettate conclusioni politiche nei confronti dell’attuale governo. Per poi scoprire che un lanciatore d’uova era figlio di un esponente Pd. Figuraccia di una parte politica? Sì, ma non solo: volendo al solito strafare, ecco Salvini che dà del cretino al lanciatore di uova, per poi sentirsi rinfacciare da Renzi (…) la condanna proprio per lancio di uova ad una manifestazione di Massimo D’Alema.

E che dire dell’ex senatore Pagliari che posta una critica contro il governo che affossa il PIano Periferie ma si vede poi ricordare dall’ex presidente del Consiglio Vagnozzi che a votare contro i fondi è stato anche il suo Pd…

Insomma, fra pubblico e privato sembra una corsa all’autogol. E qualche infortunio è capitato anche a chi scrive: ho capito che è davvero meglio contare fino a 10 e attendere qualche verifica, a volte perfino con i post di illustri quotidiani nazionali. Anche se la tentazione del post o del commento “in tempo reale” è fortissima. A rischio ciapanò…