Parlamento_Italiano_Giuramento_di_Giovanni_Leone

Stimolato da alcuni amici/lettori di destra che mi hanno lanciato una sorta di sfida (ma non l’hanno però lanciata anche a se stessi…) provo a spiegare, e a dimostrare concretamente, la differenza che c’è fra essere super partes, essere faziosi ed essere in buona fede o almeno provarci. Di giornalisti davvero super partes, in 40 anni di lavoro, sapete quanti ne ho visti…?  

Neppure uno. Non è super partes il modesto cronista di provincia che voi parla ma non lo è neppure il direttore del prestigiosissimo New York Times. Non lo era un grande giornalista più di destra come Indro Montanelli e non lo era un grande giornalista più di sinistra come Enzo Biagi. Ma se ci pensate questa è la cosa più naturale del mondo: nessuno di voi, se domani dirigesse un giornale, potrebbe non portarsi dietro le proprie idee e la propria sensibilità, che si rifletterebbero sulla scelta, la gerarchia e il taglio delle notizie. E infatti il non essere super partes dei giornalisti non è superiore (anzi…) a quello dei tanti che oggi commentano su facebook o su altri social.

Dove, semmai prevale invece la faziosità, che è cosa diversa dal non essere super partes. La faziosità è quella di chi vive la politica come il calcio e il Bar sport: la mia squadra ha sempre ragione, gli avversari hanno sempre torto. Esempio chiarissimo da intendere: per chi è renziano l’inchiesta Consip (dove è indagato il padre dell’allora premier) è una manovra contro Matteo Renzi; per chi è salviniano l’indagine sulla Diciotti è una manovra contro Matteo Salvini. E non stiamo a ricordare i tempi di Berlusconi, quando ogni iniziativa dei giudici si spiegava solo con la loro politicizzazione contro il cavaliere di Arcore: e c’è voluta la ferrea determinazione del Parlamento per stabilire che il caso Ruby nasceva solo dall’equivoco sulla nipote di Mubarak…

E lo stesso meccanismo si ripete ormai ogni giorno e su ogni argomento: immigrati, convenzione Autostrade ecc. ecc. Ognuno sottolinea le notizie e le interpretazioni che fanno comodo a lui e alla sua fazione: e quasi ogni pagina facebook ripropone così un mondo a metà nel quale compare solo ciò che, a seconda dei casi, dà ragione alla sinistra o dà ragione alla destra.

Proprio perchè nessuno è super partes, sicuramente anch’io contribuisco spesso a questa “partita”. Però, e qui credo di non adeguarmi alla moda generale, ho sempre cercato di non fermarmi a metà. E voglio continuare a cercare di ragionare su TUTTO quello che accade: indipendentemente dal fatto che vada a rafforzare le mie idee politiche o a indebolirle.

Allora proviamo un itinerario bipartisan fra le notizie delle ultime ore: poi sarò curioso di vedere quanti, fra quelli che ogni giorno impartiscono lezioni anche di giornalismo faranno altrettanto

Esempio 1) Visto da sinistra – Una grossa delusione di queste settimane, culminata nelle dichiarazioni dopo la relazione in Parlamento di Toninelli, mi è venuta da Graziano Delrio. Che in sostanza ha commentato dicendo: “Da Toninelli sciacallaggio e nessuna proposta”. Ecco: possibile che chi ha gestito per mesi il Ministero delle Infrastrutture non abbia anche qualche parola di autocritica? E’ sicuro di avere fatto tutto il possibile, nel periodo in cui ha guidato lui il ministero oggi di Toninelli?

Esempio 2) Parlamentari di ieri (sinistra) e di oggi (destra) –  Che il livello del dibattito venga abbassato dalle tastiere di singoli commentatori ci può stare. ma che l’asticella venga abbassata anche con il contributo dei nostri rappresentanti di ieri e di oggi è più preoccupante. Allora mi pare esagerato che Giorgio Pagliari (fino a marzo senatore Pd) commenti la vicenda della nave scrivendo “Diciotti – Siamo alla caccia al migrante come negli anni ’30 si fece la caccia agli ebrei”: due situazioni oggettivamente ben diverse.  E che come Delrio Pagliari scarichi per Genova tutte le accuse  sui M5s senza una riflessione su ciò che i governi Pd potevano e dovevano fare – E mi pare altrettanto esagerato lo slancio, quasi mistico e da liceale, con cui la neo-deputata Laura Cavandoli ci parla di un Matteo Salvini non semplicemente segretario e Ministro degli Interni (che già è una commistione non piccola, come si è visto anche per Renzi) ma “Uomo”, con la U maiuscola, e “Capitano”: a quando un monumento equestre…? Idem per il #nessunotocchiSalvini, quando una parlamentare dovrebbe insegnarci soprattutto il #nessunoinfrangalaLegge (e se Salvini non l’ha infranta affronti l’indagine e ne uscirà immacolato, ma rispettiamo il lavoro dei magistrati). – Insomma, da chi ci rappresenta o chi ha rappresentati in Parlamento gradiremmo un volo un po’ più alto di quello di noi sfaccendati da tastiera. Grazie

Esempio 3) – Il caso Genova/Autostrade –  Che idea vi siete fatti dal crollo del Morandi ad oggi? Lasciamo perdere tutti quegli ignoranti (è un participio, non un’offesa) che hanno insultato i magistrati di Genova perchè non ci sono ancora indagati mentre Salvini lo è: basta contare fino a 10 prima di scriverlo per capire che è un paragone senza senso.  Ma sulla vicenda, anche riprendendo l’accenno precedente a Delrio, eccovi tutto quello che ho letto (e rilanciato): scommettiamo che voi ne avrete letto o condiviso solo alcune parti? Allora: incongruenze progettuali e tecniche (e fin qui credo siamo tutti d’accordo); carenza di controlli (e qui ci sono responsabilità di tutti i governi degli ultimi decenni: centrosinistra ovvero Pd e soci, centrodestra ovvero FI e anche Lega, e forse qualcosa è sfuggito anche in questi mesi di governo gialloverde, se davvero era nota la situazione di emergenza); incongruenze della convenzione con la Società Autostrade (qui le responsabilità vanno soprattutto agli anni dei governi Prodi/D’Alema/Berlusconi: parlo sempre di responsabilità politiche, quelle penali le potranno valutare solo i giudici e non facebook); battaglie anti-Gronda (non perchè si potesse fare in tempo ad evitare la strage, ma perchè qualcuno parlò di “favoletta del crollo”, in casa Cinquestelle); rapporti con Benetton (si è parlato subito di Pd, ma poi sono saltati fuori finanziamenti alla Lega).

Ecco: adesso provate a vedere se i media o i commentatori social che leggete ogni giorno vi hanno informato su TUTTI questi aspetti della tragica vicenda: alcuni forse non avranno rilievo penale, ma certo sono illuminanti sul versante politico. E ci confermano purtroppo che abbiamo a che fare con una classe politica mediocre: una mediocrità che però rispecchia la nostra, altrimenti non ci accontenteremmo di “questa” politica.

Ed ecco allora perchè, al di là delle rispettive e legittime idee politiche, di destra di sinistra o di altro, dovremmo tutti ogni giorno sforzarci un po’ di più. E giocare a “bipartisan” anche a costo di dover commentare qualche notizia poco gradita…