cena dei mille 040918

Se mi appassiona sempre meno il dialogo fra sordi che va in scena ogni giorno sui temi della politica nazionale senza più l’uso delle mezze misure (“Salvini e Di Maio sbagliano tutto!”, “No, questo è il miglior governo di sempre!”), figuratevi se mi entusiasma lo stesso tipo di “dialogo” applicato ad una cena. Eppure, sui social parmigiani c’è stato anche questo: anzichè lasciare il giudizio a Raspelli o Chichibio, i parmigiani si sono affrontati fieramente sul tema della cena dei Mille che è andata in scena fra Piazza Garibaldi e via Repubblica. 

Non potendo darne una testimonianza diretta (ho optato con soddisfazione per una casalinga cena a due), provo a citare alcuni commenti al post del sindaco Pizzarotti, che sulla foto che vedete qui sopra ha postato l’augurio a Parma di “1000 di queste notti”. Ed ecco subito, nei commenti alle parole del primo cittadino, scatenarsi le fazioni pro e contro, con le più diverse argomentazioni. Qualche esempio (maiuscole e minuscole sono nei testi originali):

“Si, peccato che volti l’angolo in Piazzale della Pace e ti ritrovi in Nigeria con odore di piscio ovunque, ma quelli sono dettagli su cui evidentemente si può sorvolare..”   – “Complimenti: ho visto foto e video veramente fantastico tutto!!” – ” Pura apparenza in stile parmigiano!” – “1000 di queste motti si. Più economiche però” – “Questa serata mi rende ORGOGLIOSO della mia CITTÀ…. Le critiche in serate come questa sono x me INGIUSTIFICATE.” – “Bello….da proporre in tutta la città ( quartieri).” – “Chiedete a pizzarotti se sa quante ore hanno lavorato i cuochi. Chiedete a pizzarotti se i contratti dei cuochi è normale che siano da 40 ore settimanali.. Bello sedersi a mangiare nelle tavole imbandite a festa da Professionisti. Ma i politicanti devono porsi queste questioni”…E così via litigando. All’inizio lo stesso sindaco ha replicato ad alcuni commentatori, poi il dibattito è andato avanti con interventi anche da altre città.

Che cosa dire? Sarò ancora una volta banale.  Da una parte sarebbe ingiusto non apprezzare l’efficacia di una organizzazione che ha messo a tavola mille persone in uno scenario suggestivo. E certamente, se parliamo di marketing, è una iniziativa che fa parlare di Parma.  Non è certo il tipo di iniziative per cui vado matto, nè condivido che oggi gli chef come Cracco siano venerati come rockstar (che se non altro regalano creazioni più fruibili), ma pensando a tanti fatti del passato, meglio fare notizia per ParmaCracco che per i tanti Parmacrac…

Ovviamente, specie per una amministrazione nata nel segno della trasparenza, vorrei capire bene il rapporto costi/benefici, pur apprezzando ovviamente la finalità benefica della serata. Inoltre, mi piacerebbe sapere se – ad esempio- il dolce “parmigiano” di Cracco e gli altri nuovi piatti erano solo l’una tantum per i mille commensali o un “regalo” alla gastronomia parmigiana che ora vedremo nei menù dei nostri ristoranti. Perchè nel primo caso mi sembrerebbe tutto un po’ effimero, mentre nel secondo Parma si gioverebbe della qualità di un big in modo concreto.

Infine, ovviamente non si può ignorare chi ricorda che dietro l’angolo della bella e lucente tavolata Parma ha tanti angoli scuri, letteralmente e come situazioni di ordine pubblico. Ha ragione il sindaco a battersi contro chi descrive Parma come se fosse “solo” quegli angoli bui, ma sarebbe altrettanto sbagliato identificare la Parma 2018 “solo” con la cena cracchiana.

Il giorno in cui ci siederemo a tavola anche per mettere insieme queste due angolazioni, entrambe concrete, e per capire davvero come far crescere la città in tutti i suoi aspetti, allora avremo davvero cucinato per Parma il piatto migliore.