Cattura

Non conosco, e comunque non posso giudicare, la forza degli impegni di lavoro con i quali Paolo Scarpa ha motivato le sue dimissioni dal Consiglio comunale, smentendo così ciò che proprio a Ilcielodiparma aveva dichiarato poco più di un anno fa (leggi). Una motivazione personale e quindi da rispettare, anche se non si può non leggere questo abbandono in una sequenza che già comprende gli sconfitti del centrosinistra Soliani, Peri e Bernazzoli…

Scarpa nel 2017 fu bravissimo fino al ballottaggio, dove arrivò vicinissimo a Pizzarotti nonostante le già evidenti lacerazioni nel fronte che doveva sostenerlo (e, tanto per cambiare, soprattutto in casa Pd). Poi si disunì, fra il surreale conto alla rovescia per l’eliminazione da Parma dello spaccio di droga (bum!) e qualche caduta di stile – peraltro non da lui – in alcuni faccia a faccia con il sindaco uscente, in particolare nella diretta televisiva da Piazza Garibaldi alla vigilia del voto.

Poco male: ci sta sbagliare e ci sta perdere. Ma per chi si ostina a vedere la politica non solo come un momentaneo derby in cui si vince o si perde e tutto finisce lì, bensì come un contributo collettivo alla crescita di una città o di un Paese, la vera delusione è venuta dopo. Paolo Scarpa, che come negli anni da presidente del Borgo poteva dare importanti ed intelligenti contributi, ha iniziato con l’infelice lettera dell’amante ferito (“Ora amo un po’ meno Parma”) e non è quasi mai entrato da protagonista, come il ruolo di sfidante sconfitto gli imponeva, nel dibattito del Consiglio comunale.

Le dimissioni, quindi, sembrano quasi chiudere il cerchio di un’occasione mancata: da Scarpa e dal centrosinistra. E per di più hanno riacceso quelle polemiche che fecero notizia – e sconfitta – fin dalle primarie. Ecco allora lo sfogo di Dall’Olio, che per affiancare Scarpa rinunciò alla propria candidatura già avanzata per le primarie. Ecco il rimprovero dell’ex senatore Giorgio Pagliari per lo stesso Dall’Olio “che – come è noto – si ritirò volontariamente dalle primarie per evitare ad ogni costo la vittoria di Dario Costi. La grande operazione politica che portò a consegnarsi a un candidato dichiaratamente lontano dal Pd e con lui a un’alleanza dai contorni politicamente ambigui, ha prodotto i suoi desolanti, prevedibili, effetti”. Ed ecco la piccata replica di Dall’Olio: “Caro Giorgio, che tristezza e che ristrettezza di vedute. A differenza di quanto fai tu da 20 anni con grandi risultati, seminare divisioni, il fine della mia scelta non era contro qualcuno ma per unire e allargare ad un’area civica che ha comunque raccolto il 13% dei voti e portato al ballottaggio con un’incollatura di distacco quando c’era chi sosteneva che ne saremmo rimasti fuori. Purtroppo questa scelta non è andata poi a buon fine e me ne rammarico come d’altronde non è andata a buon fine la tua candidatura in un collegio blindato”.

Insomma, un anno e mezzo dopo riecco intatte le ruggini che accompagnarono allora la candidatura di Scarpa e che tuttora dipingono un partito che, peraltro in perfetta sintonia con la situazione nazionale, mette le posizioni personali sempre molto prima del concetto di squadra. E questa è stata, ed è, la seconda occasione persa, in una città nella quale dal 1998 (!) il centrosinistra non solo non riesce più a vincere, ma neppure ad essere veramente propositivo, salvo qualche caso e qualche lodevole eccezione personale.

Infine, in questa cacofonica vicenda politica, non è sembrato da applausi neppure il commento del sindaco (“Di Protagonista, il progetto di Scarpa aveva solo l’ambizione personale”). Chi è primo cittadino da ormai quasi 7 anni non può cadere in questi toni ancora da campagna elettorale e non consoni a chi rappresenta la città intera: il vero Scarpa, quello che dal Borgo e in altri ruoli aveva tante volte analizzato e proposto per la città, sarebbe stato utile anche a lui.

Ecco perchè, al di là delle persone e delle specificità della vicenda, le dimissioni di Scarpa mi sembrano una piccola sconfitta per una città con tante iniziative interessanti ma ancora con tante ombre.