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Certo, facciamo tutte le tare che volete: la retorica natalizia, l’apparire che una parte di parmigiani e parmigiane esprime a volte anche nelle buone cause, l’altra faccia della città (scandali e problemi) da non dimenticare. Facciamo pure tutte queste tare, ma Parma

vista in questa foto (che io ho preso dal facebook del consigliere Leo Spadi) e Parma in coda per gli anolini della solidarietà non sono solo immagini da spot natalizio o da retorica cittadina.

E’ l’altra faccia (e io mi ostino a dire la “vera” faccia) di una città che del sorriso, della tolleranza e appunto della solidarietà ha sempre fatto la sua bandiera. E’ questa la città che sognavo, ancora teenager, di poter raccontare come giornalista. E se un altro più prestigioso giornalista (Michele Brambilla direttore della Gazzetta) scrive che in questo weekend Parma ha dato una lezione valida per il Paese,  non mi iscrivo certo fra gli iper-critici di sempre che sbeffeggiando – con un altro conformismo stereotipato – il “giornale dei padroni” vorrebbe invece descrivere Parma come una città allo sbando e al buio (anche se il buio c’è davvero con la nuova e non troppo felice illuminazione a led da correggere).

Certo: Parma, la Parma di Pizzarotti che ormai data dal 2012 e la Parma di tutti noi non è il Paradiso a volte descritto da chi la governa, non è la città della rivoluzione che gli allora Cinquestelle sembravano promettere, ed è sicuramente carica di contraddizioni. Ma non è neppure la “città del degrado”, anche se ad esempio il problema del rudo in bella vista non è ancora stato risolto. E, soprattutto, è una città che non si è ancora consegnata all’egoismo aggressivo che impera nel Paese e che si è infiltrato anche qui: vedere facebook per credere. Ci sono gli scandali e gli inciuci, ma c’è anche tanto cuore sincero.

Gli anolini sono da sempre un ingrediente fondamentale del Natale parmigiano. Ma non andremmo lontani se lo fossero solo gli anolini sulla tavola da esibire sui social come un attestato di superiorità: lo sono invece gli anolini di questo weekend, il cui ripieno (al di là delle singole ricette che sempre si “combattono” a seconda dei luoghi e delle famiglie) ha avuto come principale ingrediente la solidarietà.

La bella sigla di Parma Facciamo Squadra, la garanzia di quella stupenda realtà che è Forum Solidarietà e le associazioni che si dedicano ai bambini e che per prime beneficeranno della maratona solidale di quest’anno sono le vere luminarie, da cui – più ancora che dal bell’albero della Piazza – dobbiamo farci illuminare. Perchè la vera rivoluzione parmigiana, al di fuori da ogni retorica, è davvero quella di continuare (o iniziare, se penso ai rapporti sindaco-parlamentari o gli inciampi dell’opposizione…) a fare Squadra. Non solo a parole e non solo a Natale.

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