“Sono riuscito a non odiare nessuno”. Basterebbe una frase per giustificare la mattinata delle scuole a Roccabianca, con la lettura-spettacolo tratta dai racconti dal lager di Giovannino Guareschi. In una mattinata che inizia con un paradosso che a Guareschi sarebbe piaciuto: nel pieno del Mondo Piccolo, a servire un cappuccino nel Bar Centrale di Roccabianca, è un cinese…

Davanti all’Arena del Sole (un teatro che è una delle più dinamiche realtà del Parmense) c’è il sindaco Antonioli e ci sono i carabinieri: le istituzioni di Roccabianca che accolgono gli studenti. E dentro c’è Guido Conti, che di Guareschi ha scritto la miglior biografia e che ha curato lo spettacolo (e dal cui profilo sono tratte le foto dell’articolo).

Sul palco, Alberto Branca/Guareschi si alterna con la voce narrante di Massimiliano Grazioli e la fisarmonica di Nicholas Forlani. Lo spartito sono le parole straordinarie del Diario clandestino e delle favole che Guareschi seppe concepire nei suoi due anni nel lager, per combattere l’orrore e per cercare di sopravvivere alla disumanità di quei giorni.

Ne cito solo alcune: “Dal reticolato io non esco, ma entrano i miei affetti”; “Siamo uomini nudi, carne pallida che si scotta al sole”; “C’era una volta il domani”. E poi quella frase straordinaria, che ancora oggi ci fa lezione su come il sorriso e i valori possano sconfiggere ogni crudeltà: “Sono riuscito a non odiare nessuno”. Inarrivabile lezione di umanità, che solo la miopia della nostra Scuola può tenere lontana dalla maggior parte delle antologie che proponiamo ai nostri figli.

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