Leo Ortolani visto da lontano. Doppiamente: innanzitutto perchè avvicinarsi a lui al Libraccio, anche solo per conoscerlo e fargli i complimenti, avrebbe significato per l’unico o quasi ultrasessantenne presente mettersi in fila con un pubblico mediamente di due terzi più giovane… E visto da lontano anche nel senso che il mondo di Ortolani (fumetti e un certo tipo di cinema) si identifica con alcune delle mie mille lacune culturali: forse nemmeno le prime che cercherò di colmare. Però

quando la curiosità su questo parmigiano giovane ma con già tanti successi alle spalle mi ha spinto ad avvicinarmi a Ratman o al recente Cinzia o appunto al libro presentato lunedì al Libraccio, l’impressione è sempre stata molto positiva: l’intelligenza brillante e mai banale di Leo emergono sempre e si capisce presto che in quei successi c’è tanto spessore.

La chiacchierata condotta da Simonetta Collini (come sempre brillante quanto documentatissima: proprio come tre giorni prima in radio sui Beatles) ha ampiamente soddisfatto i tanti fans presenti (si può dire “fans” per un fumettista? Qui credo di sì, perchè ho visto un bel rapporto e un bel dialogo).

Sei brutale nelle tue recensioni? chiede Simonetta. “Severo, ma giusto” replica lui. “Arguto” dice poi giustamente la Collini aggiungendo “stile inconfondibile”. E lui pronto: “Come il Glen Grant”. Ha sempre la risposta prontissima. Ricorda la sua ammirazione, già prima dei film, per Paolo Villaggio, cui ha tributato un omaggio; rievoca con il compagno delle medie i primi segni della sua vocazione: i disegni della Famiglia Addams per tutta la classe; è disponibile per tutte le domande e si diverte quando è il turno di un preparatissimo e brillante ragazzino.

E’ per ora contento di spaziare fuori dalla serialità che gli ha dato soddisfazioni per 20 anni, appunto con Ratman. E annuncia che a Lucca Comics il suo “Cinzia” avrà il battesimo della versione teatrale. Avrà anche 52 anni, ma ha la carica di un ventenne: io credo che questo parmigiano (in realtà pisano, ma si sa che i parmigiani che fanno le cose migliori spesso vengono…da fuori) meriterebbe di essere tenuto in considerazione fra i nomi del prossimo Sant’Ilario. E inoltre andrebbe forse più coinvolto e stimolato in qualche progetto culturale di Parma ma non provinciale: sempre che ne abbia il tempo, perchè di certo le idee – già per conto suo – non gli mancano.