La voce di Antonella Ruggiero: inimitabile, intensa, commovente nel dialogo con lo straordinario fisarmonicista Renzo Ruggieri. Con un particolare che mi ha colpito: la fanciullesca bellezza del sorriso con cui Antonella (che pure ha calcato tanti teatri raccogliendone le ovazioni) appariva ogni volta grata e quasi stupita dei sinceri e calorosi applausi del pubblico per i suoi ricami vocali sospesi nello spazio dell’Auditorim.

Prima che sul palco arrivasse la Ruggiero (e poi nella bellissima Creuza de ma conclusiva, con tutti insieme sul palco) ho finalmente scoperto – dopo averne sentito parlare per anni – anche il rigore e la bravura delle Anime Salve (Gianquinto Vicari, Emilio Vicari, Daniele Mariotti), capaci di restituirci Fabrizio De Andrè facendone gustare apppieno la musica ed esaltandone al contempo gli splendidi e a volte davvero poetici testi.

Con loro, la straripante simpatia (ma anche l’efficacissimo apporto in Creuza) di Lucio Rossi. Davvero una serata di emozioni vere, per chi ama la musica e le sue magie.

Ma tutto questo ha avuto un senso (che era poi anche il significato del titolo), per le parole iniziali di Gigetto Furlotti, presidente di AIMA ovvero dell’associazione che si batte a fianco delle famiglie di chi è colpito dall’Alzheimer. Un male subdolo, ancora senza cure e spesso senza supporti per le famiglie che ne vivono gli effetti. A Parma ne sono colpite 10mila persone: “un mezzo Tardini”, ha spiegato efficacemente Furlotti. Ecco: come ci ha insegnato proprio quello splendido e struggente ensemble musicale che ha chiuso il concerto, mettiamoci insieme anche noi per non lasciare Aima da sola.

Pagine: 1 2