La prima cosa, la più importante, è stringere in un grande e collettivo abbraccio di tutta Parma, Mamma Paola. E con lei Sebastiano, gli zii, la nonna di Tizzano: la famiglia di Tommy.

L’abbraccio di Parma e di tante parti d’Italia, come ancora si vede sui social che testimoniano l’affetto e la rabbia di chi non ha dimenticato la storia dell’angioletto rapito e ucciso a 18 mesi da tre orchi. Ieri, come ormai tutti sanno, la notizia di Antonella Conserva in libertà, per un permesso “premio”. Scrivo “premio” fra virgolette, perchè per quanto tutto sia sicuramente nei termini previsti dalla legge, ci sono parole che stridono anche quando sono formalmente corrette.

Il premio (e fin d’ora lo dico anche per il Sant’Ilario e per il premio al femminile che il Comune ha istituito lo scorso anno) dovrebbe essere tutto e solo per Mamma Paola. Una donna che di fronte al più crudele e inaccettabile dei torti che si possono subire da altri uomini, e appunto da una donna, ci ha dato e ci dà, ormai da 14 anni, una straordinaria lezione di dignità e forza. La forza che le ha permesso di crescere Sebastiano, oggi ormai un uomo, superando anche la successiva tremenda prova del destino con la morte di papà Paolo dopo una lunga sofferenza.

Si dice “premio” perchè, giustamente, le nostre leggi prevedono che il carcere possa essere non solo una punizione ma anche un passaggio di recupero. Sappiamo bene che non è sempre così, ma il principio è nobile. Però…

Due cose da ricordare – Però occorrerebbe anche che i “premi” fossero commisurati alla storia complessiva delle persone che dovrebbero usufruirne. E il caso di Tommy, prima ancora della notizia di ieri che non può non sconcertarci, di leggi ne reclamerebbe almeno due. La prima cosa che tanti dimenticano è che Alessi era qui, con obbligo di dimora in certi orari, quando già aveva alle spalle una condanna per violenza sessuale. E questa verità era nascosta agli Onofri che per settimane lo ebbero nella loro casa come manovale: già qui c’è qualcosa che non quadra e che andrebbe in qualche modo corretto.

E poi, appunto, la vicenda del “premio”. Spero almeno che il regolamento impedisca che un giorno, come invece è accaduto a tante altre vittime di reato, a Mamma Paola o agli altri familiari di Tommy tocchi perfino la possibilità di incontrare la Conserva o Alessi o Raimondi. Se proprio devono essere liberi, anche solo temporaneamente, lo siano in luoghi lontani da quelli che hanno macchiato nel modo più orribile.

Parma non dimentichi – Ecco: gli occhi innocenti di Tommy ci chiedono che, anche di fronte ai premi e agli obblighi di dimora, ci siano prima delle tutele per il recupero di chi delinque tutte le doverose tutele per chi ne può essere o ne è stato vittima. Parma non dimentichi e vigili. E si stringa davvero, con affetto, a Mamma Paola,