Massì: capitale più capitale meno prendiamoci anche il primato dei monopattini, da mettere nel palmares accanto a Cultura, Cibo, Verdi, Verde, Biciclette, Qualità della vita, Eleganza…(ne ho dimenticata qualcuna?). Oddio: a dire il vero

l’invasione del weekend è stata davvero da capitale dei monopattini. In mezzora in centro ne avrò visti cento: fermi, lanciati, con piloti solitari, con coppie di innamorati o di amici, gialloblù, neri, con guidatori minorenni e con stagionati, eleganti o sbracati… Il festival del monopattino, che neppure di margherite di Guru se ne vedevano tante in giro d’estate in città.

E subito a ruota, ancor più affollato, ecco il dibattito in città, o meglio sui social perchè di dibattere in giro non ha più voglia nessuno già da ben prima del coronavirus. “Mono” anche il dibattito, perchè ormai sembra che su facebook siano state abolite le sfumature di grigio, intese come quel terreno di mezzo in cui spesso abita la verità.

E quindi ecco i due partiti delle due ruote nuove, alimentati dalle foto (cui ho contribuito anch’io) sui monopattini abbandonati in mezzo a strade o marciapiedi. Da una parte: “bastardi!”, “sarà una strage”, “idea demenziale”; dall’altra: “non siete mai contenti”, “ci sono in tutta Europa”, “pensate piuttosto a cosa combinano i ciclisti”…

La città, ormai prevedibile e sterilmente stucchevole, che non sa più dialogare, e che per ogni tema – che fosse D’Aversa o che siano appunto i monopattini – deve arrivare a sentenza in tempo reale, come per l’alternativa (che pure dovrebbe indurre qualche prudenza) Gesù-Barabba.

Quindi, anche per i monopattini abbiamo un doppio e opposto verdetto: monopattini bocciati e da eliminare, oppure monopattini come colpo di vita geniale. Molti hanno scritto su facebook al sindaco, che da parte sua ha condiviso un divertente meme:

Al post del sindaco si è aggiunto quello del consigliere comunale più giovane, Leonardo Spadi:

E nei commenti a Spadi, si è inserito un osservatore attento e abituato per esperienza diretta ad essere in anticipo sulle tecnologie e sulle novità che ci circondano o ci circonderanno: Mauro Delrio, che ha linkato questo articolo di Internazionale.

Ma tornando a noi e a Parma capitale soprattutto dei dibattiti fra sordi, forse proprio la gestione dei 900 (mi pare di avere letto) monopattini ducali potrebbe essere un buon terreno di lavoro per farci capire che difficilmente una cosa è buona o cattiva in sè, ma lo diventa a seconda di come viene gestita, dalle istituzioni ma anche e soprattutto da noi.

Così, non dovrebbero servire decreti o eserciti per far sì che i monopattini vengano sistemati con buon senso e non impediscano i marciapiedi a carrozzine o anche solo a pedoni. E ancor più ovvio dovrebbe essere che la velocità dei monopattini va controllata a seconda dell’affollamento in cui ci si muove.

Quanto a Piazza Garibaldi, soprattutto in questa prima fase potrebbe dislocare alcuni vigili sulle rotte principali, per una azione educativa e se servirà per qualche contravvenzione che tranquillizzi i più esagitati.

Perchè se non siamo capaci, tutti insieme, di governare un migliaio di monopattini (che se ben usati potrebbero aiutare anche il difficile avvio di scuole e trasporto pubblico), dubito che si possa poi ambire a ruoli da capitale sul serio.

Rimbocchiamoci le maniche e…pedaliamo…