Sembra una beffa, quel “Buone Feste!” che campeggia sotto l’albero di Natale di Piazza Garibaldi…

Mentre lo vedi sei circondato da persone che non sai neppure se conosci o no, dietro la mascherina che cela e allontana anche i volti noti. Del resto, se anche ci si riconosce occorre subito misurare distanza e gesti: esattamente l’opposto degli abbracci e delle parole che ci si scambierebbe (parlo ovviamente di quelli sinceri e non di quelli della formalità) in questo periodo dell’anno.

Io che adoro camminare e perdermi per Parma esco ora controvoglia. Non solo per la paura del virus vissuta da over 60, ma proprio perchè uscire così sembra più una punizione che una evasione. E sono rarissime, e preziose, le occasioni in cui anche in questa situazione capita ancora di scambiarsi parole e pensieri che scaldino un po’ questa vigilia grigia.

Invece mai come quest’anno quello striscione mi sembra importante. Quel giallo Parma, simbolo di una Capitale della Cultura di cui ho sempre temuto la retorica, mi sembra invece qui una promessa e un impegno di ripartenza. Proprio nel segno della Cultura, che dopo il vaccino, le strutture sanitarie e i ristori è la mancanza più grave che è emersa in questi mesi.

Abbiamo letto e leggiamo di tutto. A volte in malafede, ma a volte (ed è quasi peggio) per una supponente improvvisazione che è certamente fra le cause del grigiore italiano.

Non saranno Buone Feste nel senso classico della parola. Ma potrebbero essere buone feste se prendessimo coscienza delle nostre ignoranze, e se chiudessimo questo 2020 bastardo con una pausa, magari di studio: non importa di che cosa. Si può “studiare” ammirando il Battistero, anche solo da fuori, guardandosi in tv L’istruttoria di Gigi Dall’Aglio e del nostro straordinario Teatro Stabile Parma, leggendo e imparando dalle vite di chi ha fatto grande Parma nel silenzio e nel lavoro (e a sua volta nello studio). Cito sempre alcuni nomi ad esempio: Padre Lino, i Cantarelli, le sorelle Fontana, Egisto Corradi… Gente poco amica con i riflettori, ma con le maniche perennemente rimboccate, così come la mente in cerca di futuro.

E se non ci vediamo…Buone Feste ! Saranno certamente un po’ grigie, ma lo sarebbero molto di più se le sprecassimo.