Nel grigio che avvolge e demoralizza tutti noi, oggi mi porto a casa qualcosa di bello che voglio condividere con voi. Una breve cerimonia cui ho assistito nell’Aula Magna dell’Università, abbandonando per poche ore l’autolockdown.

Nasce da una storia triste, eppure

ha la forza straordinaria delle storie in cui le persone hanno la capacità di trasformare un grande dolore anche in una lezione di amore e di speranza.

Elisa Boschi era una ragazza di Modena, iscritta al Corso di Giornalismo della nostra Università. Stava assaporando i suoi sogni: uno stage nella locale Gazzetta e il matrimonio, di lì a pochi mesi, con Eugenio Pellicciari. Poi, rientrando da un weekend in Val d’Aosta, un incidente in autostrada: la vita di Elisa spezzata insieme ai suoi sogni e a quelli di Eugenio e della sua famiglia.

Questa mattina Elisa “era” lì, in Aula Magna. Nel suo nome, la madre Aurora Annovi e il rettore Paolo Andrei hanno consegnato un premio a una studentessa di Giornalismo laureata nei mesi scorsi: Yara Al Zaitr. Una cerimonia breve ma di grande signifcato, come insieme al rettore ha sottolineato il prof. Alberto Salarelli, docente del Corso, e come ha ribadito Massimo Rinaldi, direttore creativo di Ventisette Digital Communication che è lo sponsor del premio.

Yara è una studentessa del corso di 3 anni fa: una classe per me indimenticabile, e non solo perchè la prima “mia” classe da docente. Una studentessa bravissima, che si è già fatta apprezzare anche durante il periodo di stage a Sky Tg 24: una delle ragazze e dei ragazzi che coltivano il sogno, difficile ma stupendo, del giornalismo. Una premiata che certamente farà onore a questo riconoscimento.

Ed è stato toccante ascoltare le parole della mamma Aurora (“Elisa accompagnerà Yara e la spingerà in questo sogno che era anche il suo”) e leggere su facebook le parole di Eugenio Pellicciari che con Elisa avrebbe voluto dividere la vita (“Da oggi Yara oltre alla borsa avrà con se il migliore degli angeli custodi”). Messaggi di amore, di altruismo, di speranza: rarissimi sempre ed oggi ancor più importanti, nel farci luce in un momento difficile per tutti ma che rischia di farci dimenticare chi dalla vita ha avuto ben altri sgambetti.

Allora grazie di cuore, per questa emozione e per questa lezione, ad Aurora, Massimo, Eugenio. E un in bocca al lupo grandissimo a Yara, affinchè possa realizzare il suo sogno anche nel nome di Elisa.