La Parma del Palaponti è una Parma bella. Efficienza, organizzazione, senso di squadra e sorrisi:

ognuno nel suo ruolo, dal medico al volontario che ti dice dove sederti o ti controlla il numero, ti dà l’impressione di essere concentrato sul modo migliore di essere utile alla collettività e non semplicemente a sè stesso.

Che è poi la stessa sensazione con cui si esce (nel mio caso anche senza la minima coda, e dopo i regolamentari 15′ di attesa per eventuali reazioni su cui intervenire). Certamente ci si sente contenti individualmente, per avere ora la protezione che si spera ci faccia vincere definitivamente la battaglia più brutta – e anche tragica – che è toccata alle nostre generazioni. Ma soprattutto si ha l’impressione di avere partecipato a qualcosa di corale, nel quale ognuno – vaccinandi compresi – trova il suo senso nella comunanza con gli altri. Perfino i cartelli delle ormai sfiorite primule (come si potè pensare a quello spreco quando ben altre esigenze angustiavano e angustiano tuttora il Paese…?) hanno un loro ruolo, seppur di semplice segnaletica che si poteva risolvere anche in altro modo meno dispendioso.

Viene da pensare anche ai no vax: chiedono che si rispetti la loro libertà. In teoria è anche giusto, ma nessuno di loro ha ancora saputo dirci che cosa accadrebbe se tutti sposassimo le loro teorie: che cosa accadrebbe non più tardi del prossimo autunno, se il coronavirus non decidesse graziosamente e da solo di andarsene…? Dovremmo ricordarci più spesso che la nostra libertà finisce dove inizia quella degli altri.

Anche in questo il Palaponti è una bella oasi. E’ questa la Parma che vorrrei anche nel futuro, ed è questa l’Italia che mi piace. Senza divisioni insensate come quelle che stiamo registrando su alcuni recenti fatti di cronaca che dovrebbero invece spronare tutti a trovare soluzioni, supreando di tutti anche i limiti. E allora forse, più che continuare a chiederci “se” ne usciremo migliori, proprio da luoghi e esperienze come il Palaponti dovremmo ripartire per dirci “ecco come” possiamo uscirne migliori.

Grazie a tutti e tutte coloro che da alcuni mesi stanno dando vita a questa bella pagina.