Effetto P… – Cronache di un decennio parmigiano / Introduzione “Non mangeranno il panettone…” pontificava più di un parmigiano nell’approssimarsi del Natale 2012. E ad ispirare il più tradizionale dei “divertimenti” cittadini (innalzare per poi impallinare) erano le oggettive difficoltà della giunta da pochi mesi installata in Municipio, dopo il clamoroso risultato elettorale col quale a maggio gli stessi parmigiani avevano premiato il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo e il suo rassicurante e sorridente volto parmigiano: Federico Pizzarotti.

C’era anche un’immagine simbolo di quel governo inesperto e

dello scetticismo che lo circondava: l’inedito, spiazzante e in effetti bruttissimo albero di Natale, che un albero non era e le cui luci si accendevano pedalando sulle bici sottostanti al “cono”, almeno quando le bici non smettevano di funzionare… Il messaggio poteva anche essere condivisibile: siamo pieni di debiti, c’è bisogno di austerità e di…pedalare; ma l’effetto era oggettivamente infelice. E poi c’erano soprattutto i concreti problemi che la giunta Pizzarotti aveva incontrato in 7 mesi: le difficoltà di formare la giunta, con anche la rinuncia di un assessore risultato in precedenza collegato al fallimento di un’azienda; e poi alcuni passi falsi come il tentativo di affossare la bella realtà di Giocampus, il tema delle rette elevate e della stessa gestione del debito. E infine la chiusura dell’inceneritore, la madre di tutte le promesse: non mantenuta.

Come poi siano invece andate le cose, è storia nota. Federico e i suoi “dilettanti” hanno fatto in quei 5 anni tanti sbagli ma hanno anche imparato in fretta tante lezioni. Sono stati sommersi dalle polemiche con eco nazionale che li hanno opposti a Grillo e al Movimento, ma ne sono poi usciti in un modo che ai parmigiani tutto sommato deve essere piaciuto, se nel 2017 hanno saputo conquistarsi una rielezione che era forse scontata alla vigilia del voto ma certo impensabile in quel Natale di 5 anni prima. Sfruttando anche una popolarità mediatica che ha accompagnato Pizzarotti fin dall’inizio, quando perfino New York Times e Cnn si mossero per quel clamoroso ballottaggio e quando una rilevazione del giugno 2012 sancì che il neo-sindaco di Parma era apparso nei tg nazionali perfino più di Papa Francesco...

“Effetto Parma” è la sigla che ha firmato la loro vittoria. Ma nel titolo di questa inchiesta, che partirà nella prossima puntata dall’ottobre 2012 dopo i primi 100 giorni della nuova giunta, vedete un “Effetto P…”, che comprende anche tanti altri ingredienti di questi ultimi anni: ovviamente Parma ma anche Pizzarotti (e di Pizzarotti importanti a Parma ce ne sono due), Pd (ancora due volte sconfitto e talvolta apparso in crisi di identità), Parlamentari (con la rivoluzione che da un terzetto di centrosinistra ci ha portati ad un pokerissimo leghista), Procura (ancora una volta impegnata da crac e scandali vari), Pasimafi (lo scandalo più clamoroso, almeno presunto, di una città che in campo giudiziario non si è fatta mancare nulla), purtroppo anche con un tragico e lacerante seguito con il suicidio del rettore Borghi; e poi ancora Parmacalcio1913 (sigla di una resurrezione dopo il crac del pallone, anche se la bella immagine del calcio biologico di Nevio Scala e degli eroi di Wembley ha illuminato il Tardini una sola stagione, e dopo la rinascita societaria made in Parma si è aperto un doppio impensabile capitolo prima cinese ed ora americano…); e infine, come purtroppo ben sappiamo tutti, Pandemia, che ha anche tarpato le ali alla stagione carica di promesse di Parma capitale della Cultura.

Tante P: come un Passato Prossimo dapprima imprevedibile e poi ricco sia di luci che di ombre, un Presente che sta mutando l’identità della città e Prospettive tutte da immaginare e da realizzare, anche al di là della competizione elettorale del 2022. Ma tutto questo lo vedremo meglio solo dopo avere ripercorso e ricordato quello che è accaduto a Parma in questo decennio: non solo in Comune e nella politica, ma in ciò che comunque ha lasciato un segno sulla nostra comunità. Senza giudizi, o quanto meno senza pre-giudizi: semplicemente da cronista, a volte testimone diretto.

Con la sola speranza che questo album, mettendo ordine fra i tanti flash che sui media consumiamo a volte troppo in fretta, ci aiuti a ricostruire meglio il percorso che abbiamo alle spalle e soprattutto a disegnarne uno nuovo e degno della storia di questa città, non certo immune da problemi e difetti ma ancora adorabile.

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La storia completa dei 12 mesi che hanno portato alla prima clamorosa elezione di Federico Pizzarotti è nel mio libro “Il ducato 5 stelle”: lo trovate ancora alla libreria Mondadori in Ghiaia o tramite la casa editrice Fedelo’s

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P.S. – Nel nostro racconto incontreremo vicende giudiziarie in ordine cronologico: ovviamente, per ogni singolo caso il racconto può essere parziale e dovrà poi essere aggiornato nel tempo con i successivi sviluppi o gradi di giudizio. Per ogni eventuale imprecisione, ovviamente resto comunque a disposizione per le segnalazioni dei lettori e per le relative correzioni che si imponessero. (g.b.)