Aprile 2013 – Inceneritore: fumata “bianca” – Fumata bianca, giornata nera per la battaglia più lunga, appassionata e controversa degli ultimi anni: quella su cui si è giocata anche una buona fetta dell’esito delle elezioni comunali del maggio 2012. La mattina di lunedì 29 aprile

l’inceneritore di Ugozzolo viene acceso. Tecnicamente sono le 50 ore di prove di combustione, ma al di là di ogni dettaglio è il vero e proprio avvìo dell’impianto, a dispetto della battaglia condotta prima e dopo le elezioni da Pizzarotti, Folli & C. e a dispetto delle proteste dei No termo. Che vivono quella mattina una ulteriore beffa: mobilitati dalle 5,30 per cercare un’ultima forma di protesta con il blocco dei camion dei rifiuti, i manifestanti scoprono che i camion erano già entrati nel fine settimana proprio per evitare boicottaggi nel giorno dell’avvìo dell’impianto. Non c’è invece nessuno della giunta: quasi una resa dopo una battaglia sicuramente combattuta ma altrettanto sicuramente persa: e ovviamente non mancheranno, da lì in avanti, avversari e “amici” pronti a rinfacciare la mancata realizzazione di una promessa elettorale, o quanto meno l’insuccesso di un impegno su cui – come si diceva – i Cinquestelle si erano guadagnati una buona fetta di consensi nelle urne parmigiane. In realtà, come vedremo, ci saranno ancora episodi di “guerriglia” legale contro l’inceneritore, ma ormai la strada è segnata.

La strada per Schia non c’è più, la frazione di Pietta è affacciata su un baratro, Boschetto vede un fiume di fango al posto dell’asfalto, Lalatta si riempie di crepe nelle case che spaventano gli abitanti: è catastrofico il bilancio delle frane che mettono in ginocchio l’Appennino in Comune di Tizzano. Ci vorrà tempo per riprendersi, pur conoscendo la tempra di questa gente di montagna.

E intanto un’altra montagna, quella fra Bardi e Borgotaro, si divide su un progetto che prevede l’installazione di 9 pale eoliche.

Un crac da 115 milioni con 14 indagati. Sono le cifre dell’inchiesta Spip, un’altra bancorotta fraudolenta nella storia della città. Intanto, la società è quasi ko, dopo il no all’ipotesi di concordato preventivo.

“Al Maggiore la donna sfigurata con l’acido”. Con questa notizia i parmigiani incontrano per la prima volta da vicino la storia di Lucia Annibali, nome di una avvocatessa marchigiana aggredita con l’acido da un uomo incappucciato (assoldato, si scoprirà poi, dall’ex fidanzato). E’ molto grave e ricorre alle cure del Centro ustioni del nostro Ospedale maggiore: inizia così una storia che, partendo da una orribile vicenda di cronaca, racconterà pagine di eccellenza medica e di dolce forza di carattere, da parte di Lucia che diventerà alla fine una parmigiana ad honorem.

“La dimensione familiare è un grande valore per una azienda. E nostro padre ci ha insegnato che stare uniti è il bene massimo”. Lo spiega all’università Bocconi Guido Barilla, nel centesimo anniversario della nascita del padre Pietro. Intervistato da Giovanni Minoli davanti agli studenti, cita come esempio concreto il non felice affare Kamps: “Luca era  l’unico a non volere l’acquisizione. Ma nel momento in cui c’è stata si è allineato e tutti dalla stessa parte siamo stati quando il discorso si è chiuso”. Il ricordo di Pietro Barilla prevede anche una serata al Regio di Parma, che indirettamente diviene anche una notizia di politica italiana, perché in una saletta del nostro teatro si incontrano per un colloquio riservato di un quarto d’ora Silvio Berlusconi e Matteo Renzi.   

Lo ricordano con affetto anche gli avversari: Gian Luigi Busi, fiero rappresentante della destra MSI/AN in consiglio comunale per 32 anni, muore all’età di 84 anni. Apprezzato per la sua attività di geometra, aveva saputo rappresentare in Municipio le proprie idee senza che mai andasse perduto il rispetto reciproco con gli avversari, anche nelle battaglie più incandescenti.

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Flash

9 – La giunta provinciale si riduce lo stipendio. In totale 140mila euro: destinati al fondo sfratti, serviranno a salvare 10 famiglie.

12 – Compleanno record alla residenza I Lecci. Le candeline spente da una ospite, Alice Montagna, sono infatti ben 109

17 – Da Piazza della Pace alla prefettura di via Repubblica. Il presidente della Provincia Bernazzoli, con una delegazione del Consiglio, va a protestare contro i continui tagli, che rendono impossibile la chiusura del bilancio e soprattutto la garanzia dei servizi concreti.

23 – Una tragica scena da far west. In un bar di Sorbolo un uomo entra, spara alla nuca di un 50enne che stava giocando a carte e poi ferisce anche la barista cinese.

27 – L’Efsa apre le porte ai parmigiani. L’Authority (un po’ misteriosa, dopo le tante aspettative di 10 anni prima) vuole mostrare alla città che la ospita come vigila sul cibo. E intanto, spiegano, “in 5 anni abbiamo contribuito a dimezzare i casi di salmonella”.

28 – Parma-Lazio senza vigili. La vertenza sindacale sui turni notturni con la comandante Verrusio porta la Polizia municipale ad una clamorosa protesta, con la convocazione di un’assemblea sindacale nella sede di via del Taglio in coincidenza con l’isola pedonale intorno allo stadio per la partita. A controllare i posti di blocco, oltre che l’ordine pubblico vengono così delegati poliziotti e carabinieri.

28 – Psicologa o santona? Un servizio televisivo delle “Iene” svela una sconcertante terapia fatta di angeli, medium e altri trucchi per approfittare della debolezza di alcuni pazienti.

29 – Melodrammatica lite in casa Verdi. E non è una bella sinfonia, perché fra gli eredi del Maestro sarebbe scoppiata una contesa, con carte bollate e addirittura con un vero litigio che sarebbe finito a botte, per la storica Villa Sant’Agata che custodisce tanti preziosi ricordi del Genio di Busseto e che ora rischia di finire all’asta. 29 – Del resto sono tempi litigiosi un po’ ovunque. Anche se fa sorridere (amaramente) la notizia di un papà che fa ricorso in tribunale (!) contro l’arbitro che ha espulso – “ingiustamente” – il figlio durante una partita di calcio…

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Le 10 cose da non perdere a Parma – Il caso Guareschi – Parmateca

La storia completa dei 12 mesi che hanno portato alla prima clamorosa elezione di Federico Pizzarotti è nel mio libro “Il ducato 5 stelle”: lo trovate ancora alla libreria Mondadori in Ghiaia o tramite la casa editrice Fedelo’s

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P.S. – Nel nostro racconto incontreremo vicende giudiziarie in ordine cronologico: ovviamente, per ogni singolo caso il racconto può essere parziale e dovrà poi essere aggiornato nel tempo con i successivi sviluppi o gradi di giudizio. Per ogni eventuale imprecisione, ovviamente resto comunque a disposizione per le segnalazioni dei lettori. (g.b.)