E’ stato emozionante già solo rivedere gremito l’Auditorium Paganini, perfino a costo di sottoporsi agli inevitabili rallentamenti legati al green pass.

Sul palco nessuna orchestra. Però, a ben guardare,

quella che è andata in scena è stata una sinfonia, arricchita da un grande coro, tale da lasciare certamente soddisfatto il vicino busto del maestro Toscanini, con la sua comune origine in Oltretorrente. Un coro arancione: il colore che si fondeva con le poltrone rosse dell’Auditorium; il colore che insieme al logo blu su sfondo bianco e al gialloblù delle ambulanze forma quel pezzo di arcobaleno parmigiano che è la Pubblica.

Pubblica Assistenza: due parole che siamo forse talmente abituati a pronunciare da non soffermarci sul loro doppio valore. Una presenza della quale il Covid ha purtroppo amplificato l’importanza, come si è visto nel bellissimo video di Luca Gennari: ma sono proprio i momenti difficili quelli in cui si capisce che cosa è necessario e quali sono i valori.

La Pubblica Assistenza, come dicono le due stesse parole, è per gli altri. E’ per noi. E’ per chi ha bisogno: e tutti, prima o poi, ci troviamo fragili e abbiamo bisogno delle strutture sanitarie e del volontariato che le assiste. Tante persone e tante tute arancioni da parere una convention aziendale: e dell’azienda, in effetti, il sodalizio di via Gorizia ha costruito nel tempo organizzazione e efficienza.

Ma non basterebbero neppure queste qualità, se a farle vivere non battese un cuore grande. E anche questo si è visto nella cerimonia (anzi: nella festa, che era stata rinviata proprio per il Covid) del Paganini. Il rapporto stretto con le istituzioni tutte, la capillarità del legame con le Pubbliche della provincia e con le altre realtà della Sanità e dell’assistenza. Ma soprattutto il rapporto con le persone: non posso non citare anzitutto quello con Paola Pellinghelli, la straordinaria mamma del piccolo Tommy; ma accanto a questa ci sono altre storie che hanno trasformato un dolore o un ricordo in atto di generosità.

Nella sfilata di Comandanti, Capisquadra, Vice, Militi e Militesse si è toccato con mano questo straordinario patrimonio della città. Un giacimento di altruismo nei tempi più inclini a individualismo, litigiosità, polemiche. L’essenza vera della Parmigianità: quella generosa per la quale si sta bene se stanno bene anche gli altri.

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La gallery (con foto amatoriali da cellulare) della premiazione: