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Salvarani: una storia a due facce, che ha ancora tanto da insegnare

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E’ una storia di parte, come l’autore onestamente dichiara. Di parte e di affetti, perchè è un figlio che racconta del padre e della sua singolarissima parabola industriale. Ma è soprattutto un libro importante, che Giovanni Salvarani ha fatto benissimo a scrivere e che ha tanto da insegnare a chi non ha vissuto o non conosce quella storia.  Continue reading “Salvarani: una storia a due facce, che ha ancora tanto da insegnare”

“Occupiamo l’Università”. E 50 anni fa anche a Parma accadde un Sessantotto: i ricordi di Roberto Taverna

sessantotto parma corteo foto CSM

Valle Giulia era già passata da quasi un mese, con gli scontri all’Università di Roma e la celebre poesia di Pasolini (“Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte / coi poliziotti,  /
io simpatizzavo coi poliziotti”); il Maggio francese era ancora lontano e ancor più lo era l’evento che avrebbe caratterizzato nel modo più clamoroso il Sessantotto di Parma: l’occupazione della Cattedrale che avvenne in settembre.  Esattamente 50 anni fa, tra il 24 ed il 25 marzo, scattò invece il “Marzo parmigiano”, con la decisione e poi l’attuazione della prima occupazione dell’Università, istituzione al centro della protesta dei giovani che avrebbe contagiato mezzo mondo e sarebbe passata alla storia come “Il Sessantotto”. A mezzo secolo di distanza, abbiamo contattato uno dei protagonisti di quei giorni: Roberto Taverna, che allora venne indicato come il leader del Movimento parmigiano e che da anni vive lontano da Parma. Ecco il testo della nostra “chiacchierata” a distanza: un’intervista realizzata via mail e che credo contenga tanti spunti interessanti per ricostruire il clima di quei giorni. E, se posso aggiungerlo, credo che contenga soprattutto nelle parole finali una passione ed un senso di aspirazione che, comunque la si pensi su quell’epoca, dovrebbe forse contagiare tanti giovani e tanti adulti del terzo millennio:  Continue reading ““Occupiamo l’Università”. E 50 anni fa anche a Parma accadde un Sessantotto: i ricordi di Roberto Taverna”

Il Guareschi di Guido Conti: una vita da romanzo. E Parma cosa fa per il 50°…?

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C’è il Guido Conti più noto: lo scrittore di romanzi e racconti collocato stabilmente fra i protagonisti della letteratura italiana a cavallo del Duemila. Poi c’è un Guido Conti che, memore anche della lezione di Tondelli, ha diffuso cultura con la sua attività di direttore della Mup e con la rivista Palazzo Sanvitale.

Ma c’è anche un Guido Conti bravissimo a raccontare le vite degli altri. Lo avevo conosciuto in questa veste tre anni fa, quando si era cimentato con la sfida di descrivere un mondo a lui quasi sconosciuto (quello del calcio) e un personaggio che in quel mondo era immerso: Arrigo Sacchi. E qui Guido  Continue reading “Il Guareschi di Guido Conti: una vita da romanzo. E Parma cosa fa per il 50°…?”

Benedetto Antelami, il primo gigante della nostra Arte

Cattura

La Deposizione nella Cattedrale, il Battistero, le opere di Fidenza e Cremona… E’ un vero gigante del Medioevo, quel Benedictus Antelami che firma la scultura del 1178 nel nostro Duomo e intorno a cui si avvolge una attività che ha segnato tre Cattedrali (e forse anche altre opere a Vercelli a Milano) e che soprattutto alla nostra città ha lasciato un’eredità di enorme valore.  Continue reading “Benedetto Antelami, il primo gigante della nostra Arte”

La storia più bella raccontata dalla penna più fine: un viaggio sulla strada di Padre Lino con le parole di Giorgio Torelli

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Quel viso ad angoli, quel “bazlòn” (il mento prolungato), quei sandali che sembrano non voler mai toccar terra nel loro correre per la città. Già solo a vederlo in monumento, alla Villetta circondato anche in questi giorni dai fiori o in piazzale Inzani  nel suo Oltretorrente, Padre Lino vive.   Continue reading “La storia più bella raccontata dalla penna più fine: un viaggio sulla strada di Padre Lino con le parole di Giorgio Torelli”

Veronica, fra Luna, arcobaleni e poesia

veronica biancardi

Mi ha colpito vedere che nei giorni scorsi sarebbe stato il suo 48° compleanno (27 ottobre). E che era nata poche settimane dopo la Luna, e quel primo piccolo passo di uomo ma grande passo per l’Umanità. Lei che per sempre la vita ha fermato a questo splendido sorriso da 13enne  che neppure la malattia inarrestabile aveva saputo cancellare. Continue reading “Veronica, fra Luna, arcobaleni e poesia”

Sembra incredibile che quel “prato” secco possa essere stato un mostro di acqua e fango

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Vedi le pietre e l’erba secca. Non una goccia d’acqua, lì dove l’acqua si accumulò e si gonfiò mostruosamente: tanto da sferzare il ponte dei Carrettieri e farlo quasi tremare, dopo avere già spazzato via quello della Navetta; tanto da sollevare come fuscello un container sbattuto poi contro le ringhiere; tanto da forzare, alla fine, l’uscita verso piazzale Fiume: e da lì la discesa verso l’edicola, verso Villa Parma, verso viale Villetta e addirittura verso barriera Bixio, così come dall’altra parte l’acqua si scatenava verso le Piccole Figlie, il Lauro Grossi e il Montanara tutto. A iniziare da quella centrale Telecom che avrebbe poi bloccato – quasi incredibilmente negli anni 2000 – una intera regione per ore e ore senza telefonia per un impianto a due passi da un piccolo argine.  Continue reading “Sembra incredibile che quel “prato” secco possa essere stato un mostro di acqua e fango”

Ferraguti e la “pila” di foto che racconta un pezzo di storia di Parma

C’è Papa Wojtyla e c’è il Màt Sicuri, che nel bianconero circondato dai piccioni sembra dipinto. Ci sono le Miss e c’è Madre Teresa. C’è la cena dei becchini dove lo mandò il sindaco Grossi: e in quel gruppo dedito ad un lavoro così particolare c’è una immagine di parmigianità seria e sorridente allo stesso tempo che, anche per il fascino del bianconero, non si può non rimpiangere.  Continue reading “Ferraguti e la “pila” di foto che racconta un pezzo di storia di Parma”

Panini e sorrisi: ciao Gino, bella immagine di Parma

gino ferrari pepen

Nella foto (che prendo a prestito dal bel Pramzanblog che aveva creato Achille Mezzadri) mancano i panini. Ma c’è l’altro ingrediente: il sorriso. Il sorriso che ora si è spento di Gino Ferrari: Gino di Pepén.  Continue reading “Panini e sorrisi: ciao Gino, bella immagine di Parma”

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