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Un blog parmigiano senza pretese e senza bandiere

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Parmabilly

Se oltre ai ponti precipita la nostra umanità

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Nel giorno più vacanziero e spensierato è difficile staccare lo sguardo e i pensieri da Genova, da una tragedia così grave e così avvinta alla quotidianità delle persone: come un attentato, anche se qui al posto della crudeltà umana è incomprensibile la trascuratezza di chi evidentemente non ha fatto tutto il proprio dovere. Ma se è impossibile non essere coinvolti dalla tristezza per la tragedia, un malessere analogo mi arriva da ieri seguendo su facebook – accanto alle notizie e agli aggiornamenti – il fluire sempre più avvilente delle nostre reazioni e dei nostri commenti. Sto leggendo di tutto:  Continue reading “Se oltre ai ponti precipita la nostra umanità”

Il nostro social-ciapanò quotidiano

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Non era ancora arrivata, ieri a metà pomeriggio, la sentenza sul Parma calcio. Ma su facebook qualcuno che sentenziava c’era già: “Ma quell’avvocato è del Parma o lavora per Zamparini?” scriveva un “tifoso”. Probabilmente di quelli che settimane fa contestavano la strategia della società (“Deve cominciare a querelare e non starsene zitta!”), probabilmente uno di quelli che in primavera “se non cacciano D’Aversa non andremo neppure ai playoff”…  Continue reading “Il nostro social-ciapanò quotidiano”

Torelli e Goldoni: gemelli diversi, riletti a distanza

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Per imparare il mestiere è ormai tardi. Ma continua ancora ad intrigarmi la congiuntura che vide per alcuni decenni Parma, che da capitale si atteggia spesso a sproposito, sfornare veri e propri fuoriclasse del giornalismo, formando quasi una formidabile Nazionale forse mai davvero celebrata a dovere.  Continue reading “Torelli e Goldoni: gemelli diversi, riletti a distanza”

Anna Maria

Cattura

Iniziavi a parlare con un sorriso. E con il sorriso finivi: sorriso bello, sincero, a volte un po’ amaro perché la vita non ti era sempre stata amica.

Adesso siamo proprio nel pieno dell’estate in cui di solito iniziavamo a sentirci per la solita pizza dei vecchi della tv, in cui i soliti racconti anche già sentiti e risentiti ci avrebbero fatto ridere come la prima volta e ci avrebbero scaldato il cuore perché in quelle storie c’erano la nostra vita e un lavoro che ci aveva uniti come raramente capita. Ma invece delle telefonate per sapere quando vederci, ci troviamo a scambiarci silenzi e messaggi inzuppati di lacrime e telefonate di pochi secondi, perché appena iniziamo a parlare di te poi non si riesce ad andare avanti. E sentiamo che ci è stato strappato qualcosa di grande e di bello che oggi muore per sempre in tutti noi.

Perché tu, Anna, non eri solo “una” di noi: così come eri stato il primo volto e la prima voce di quella Radio/Tv Parma, eri anche il volto del nostro stare ancora insieme, scherzare, volersi bene.

Quando nel 1980 siamo arrivati noi, quelli della Gazzetta, pareva che dovessimo venire a portare la professionalità vera e invece siete stati voi a insegnarci tutto. Da te, Claudia, Mauro, Betty, Graziella, Pia, Corrado abbiamo imparato le magie del fare radio e tv, ma soprattutto abbiamo imparato la differenza fra avere un po’di successo e farsi voler bene da un’intera città. E giorno per giorno siamo diventati un gruppo unico e unito per davvero, in cui si poteva anche litigare ma dopo cinque minuti sentivi la voglia di ritrovarsi alla macchina del caffè a fare pace. Ma non con te, con te era impossibile litigare: tu mai una parola negativa con nessuno, e nessuno ha mai potuto non volerti bene, anche se questa parola abbiamo iniziato a dircela solo negli ultimi anni, magari dietro il paravento di facebook e di un augurio di buon compleanno, o quando a riunirci sono stati Betty ed Ezio, troppo presto.

Qualcuno ha scritto in un commento una cosa che anch’io penso: nel tuo sorriso c’era anche il sorriso di una Parma diversa, più buona. Che assomigliava di più a una persona bella come te.

 

 

L’uomo che ci “guida” verso il futuro

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Ho voluto attendere gli articoli degli esperti che insieme a me avevano assistito alla conferenza stampa con dimostrazione concreta. E in particolare quello di Patrizia Licata, sul numero appena uscito del mensile “l’Automobile”:  a Parma c’è un luogo nel quale davvero si vive già nel futuro.  Continue reading “L’uomo che ci “guida” verso il futuro”

Parma calcio: sconcertante l’inchiesta. Ma anche quello che scriviamo sui social

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Non è un post acchiappa-clic: anzi, semmai mi farà acchiappare critiche e impopolarità. Ma dopo 40 anni di giornalismo innamorato di questa città, credo che sulla vicenda del deferimento Parma calcio vadano spese due parole sincere. Anzi tre.  Continue reading “Parma calcio: sconcertante l’inchiesta. Ma anche quello che scriviamo sui social”

Le cinque W del giornalismo. Precario

Who? Giovani giornalisti precari. What? Manifestazione di protesta e soprattutto di sensibilizzazione. When? Questo pomeriggio. Where? In via Mazzini. Why? Perchè un giornalismo che non investe e non coltiva i giovani non è un problema solo per  quei giovani, ma per tutta la società.

Ecco le cinque W del giornalismo, aurea regola anglosassone che spiega su ogni manuale come inquadrare una notizia, declinate al tempo del precariato:  Continue reading “Le cinque W del giornalismo. Precario”

Un Filo d’oro che non si perderà

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A volte occorre attendere che gli occhi si asciughino e le emozioni si depositino, per poter capire e raccontare la grandezza di una mattinata con gli studenti del Bertolucci al cinema Astra. E in prima fila,  Continue reading “Un Filo d’oro che non si perderà”

Due violenze, due notizie, due reazioni

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Questa mattina tv e radio nazionali hanno ripreso la notizia parmigiana della violenza sessuale denunciata da un ragazza al Bodoni. Un episodio davvero grave e inquietante, che ci obbliga a molte riflessioni. Eppure ieri a Parma non è stata questa la violenza di cui più si è parlato…  Continue reading “Due violenze, due notizie, due reazioni”

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