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Un blog parmigiano senza pretese e senza bandiere

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Il cinema disegnato al buio da Leo Ortolani

Leo Ortolani visto da lontano. Doppiamente: innanzitutto perchè avvicinarsi a lui al Libraccio, anche solo per conoscerlo e fargli i complimenti, avrebbe significato per l’unico o quasi ultrasessantenne presente mettersi in fila con un pubblico mediamente di due terzi più giovane… E visto da lontano anche nel senso che il mondo di Ortolani (fumetti e un certo tipo di cinema) si identifica con alcune delle mie mille lacune culturali: forse nemmeno le prime che cercherò di colmare. Però

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Se Ultimo tango va dall’analista

Il film l’avevo già visto e l’ultima splendida domenica di settembre a tutto invitava tranne che alla proiezione di un film al chiuso. Ma mi incuriosiva molto la proposta bertolucciana del cineclub degli amici Mariagrazia e Armando Caroli, e ancor più mi intrigava l’idea di una lettura di “Ultimo tango a Parigi” fatta non da un critico cinematografico ma da una psicanalista.

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Andiamo in Pace

Correttezza impone che io parta dalle mie diffidenze e dai miei dubbi, ripetuti più volte nei lunghi mesi del cantiere. Piazza della Pace (e di questo resto convinto) meritava un dibattito più ampio e che coinvolgesse tutta la città ovviamente senza riproporre le sterili polemiche che per decenni ne avevano bloccato la sistemazione. Ma le colpe del Comune, in questo,

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Posacenere Antelami

Sabato in Piazza Duomo: cielo azzurrissimo di settembre, ultimi tepori semiestivi e mescolanza di accenti di chi è venuto anche da lontano per ammirare le Bellezze della nostra città. E’ un misto di orgoglio e

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Il dopocena di Parma, la lezione di Varano

Non ero nè da una parte nè dall’altra: letteralmente. Non ero fra i mille entusiasti della cena in centro (e non si può negare che l’avvenimento abbia richiamato a Parma anche alcune testate internazionali di prestigio, e quindi l’operazione ha avuto un effetto positivo), nè ero fra i tanti che hanno criticato l’iniziativa (e non si può negare che un po’ di parmigianissimo effetto passerella vi fosse). Non ero neppure fra gli spettatori plaudenti al concerto, poi terminato un po’ bruscamente, di Antonello Venditti (e non si può negare che dal punto di vista dell’affluenza anche da fuori Parma il doppio concerto in Cittadella sia stato un successo), nè ero nel plotone di esecuzione virtuale che il giorno dopo alla tastiera del pc ha sparato a zero sull’organizzazione e sul Comune (e non si può negare che l’effetto figuraccia, dopo il video del cantautore ripreso da testate anche nazionali, c’è stato, al di là che le colpe siano del Comune o di altri o dello stesso cantautore).

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La Parma incosciente (e delinquente) di chi guida col cellulare. Da stroncare subito

Per una volta lascio da parte i miei semitoni e i giri di parole che spesso cerco di usare per rispettare tutti e non offendere nessuno: oggi parliamo di idioti parmigiani.

Anzi, di delinquenti. Delinquenti spesso in buona fede, inconsapevoli. Rincoglioniti. Pericolosi per sè e per gli altri.

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Da Silvia a Elisa… Ma soprattutto da Aldo a Massimo: la lunga scia della violenza omicida maschile

La foto di Elisa si sovrappone a quella di Silvia, che viene ricordata proprio stamattina in Santa Croce.
13 anni dopo, siamo ancora qui a guardare visi di giovani donne, vite spezzate da uomini. Qui nel profondo nord, qui nelle due ali del Ducato che proprio da una donna fu governato con saggezza 200 anni prima di un governo dove le donne sono 1 su 3…

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Un sogno chiamato Parma-Juve

Ormai sono quasi 30 anni. Una favola calcistica lunghissima e allora impensabile.

Iniziò con una sconfitta. Ma a riguardare il video di Raidue su Youtube con commento di Pierpaolo Cattozzi, già in quella sconfitta c’era l’impertinente ed allegra volontà della giovane matricola Parma di non rassegnarsi alla parte del comprimario. Neppure con la Signora del calcio, che anzi avrebbe sfidato spesso alla pari, ad iniziare dalla clamorosa Coppa Italia dell’anno successivo, passando poi per la strepitosa Coppa Uefa del 1995 (il trofeo sportivamente più significativo della storia crociata) fino alla vittoria della dignità della squadra ormai retrocessa e falllita con Josè Mauri.

Bello rivedere quelle immagini, bello ma amaro. E allora al sogno di una ennesima beffa ai bianconeri anche in versione CR7 lasciatemi aggiungere un sogno tutto mio, che coltivo ormai da 3 anni.

Ormai è andata come andata e non serve più ripartire torti e ragioni, che non sono mai da una sola parte. Però, il nuovo Parma che si è fatto ammirare da tutto il calcio italiano per come ha saputo rinascere dalle proprie ceneri (a proposito: bellissima la terza maglia) ha ancora una ferita aperta, che è ormai davvero tempo di risanare.

E quale occasione migliore di abbinare i due Parma-Juventus? Si invitino, per quel debutto, i protagonisti di allora, in modo che il Tardini possa rivedere e ringraziare innanzitutto Nevio Scala, e poi i vari Apolloni, Minotti, Melli (anche fra loro c’è stata burrasca, ma sarebbe bello rivederli fare squadra almeno per un giorno) e se è ancora nei paraggi anche il grande Tino Asprilla. Magari proprio con un gemellaggio di maglie: quella bianca della matricola di allora che seppe diventare grande e quella nera dell’araba fenice di oggi. Due storie troppo belle per non restare unite.

Il fanciullo e l’acquedotto

E’ arrivato un acquedotto carico di… Acqua, direte voi: e in effetti ce n’è tantissima, in quel fungo che non si può andare a vedere ma che tutti vedono da fuori passando dalla vecchia Barriera Bixio.

No: è arrivato un acquedotto carico di…foto ! E nell’assolatissima estate parmigiana, ci si trova lì davanti alle 18 in gruppo nutrito ma anche un po’ carbonaro: come quei giochi di bambini in cui si va all’avventura e alla scoperta di luoghi un po’ affascinanti e un po’ pericolosi.

Ci guida un fanciullo che ancora non vuole smettere di stupirsi e stupire, che è poi stata ed è la sua cifra di giornalista: Antonio Mascolo, uno degli ultimi cui non si potrebbe adattare quella sua stessa foto che, simulando un 1922, ricorda a Balbo di non aver passato la Parma. Lui ha passato la Parma e anche il Panaro, e il Tevere per progettare a Roma la prima Repubblica del web e solo del web, tornando a Parma per realizzarla. Formidabili quegli anni, con tante riflessioni che tuttora sarebbero preziose per cittadini e politici ducali.

E una volta finita quella avventura, eccolo Peter Pan d’Oltretorrente, in un gioco – che in realtà è una delle più serie e intelligenti inchieste giornalistiche  viste a Parma da tempo – che prima è post quotidiano su facebook, poi è libro ed oggi è territorio. OTR (l’Oltretorrente come patria) sta già figliando un nuovo filone a San Leonardo, insieme all’arch. Costi, ma intanto trova questo guizzo impensabile in piazzale Barbieri.

Così, eccomi 60enne a varcare per la prima volta la porta di quel “fungo” sotto cui siamo tutti passati mille volte. E mentre l’acqua la “vediamo” solo attraverso rumore e umidità, gli scatti d’Oltretorrente anche inediti ci stanno davanti nella più insolita delle mostre. La città che entra dove la città non è mai entrata e lì racconta per immagini un pezzo di città: quello che parte dallo splendido scatto di Corridoni per poi passare dal Parco Ducale e concludere proprio con la scala dell’acquedotto, che è sopra le nostre teste con divieto di accesso per motivi di sicurezza, ma che mostra finalmente soddisfatta la sua bellezza celata a noi per decenni.

Geniale.

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