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Un blog parmigiano senza pretese e senza bandiere

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25 Aprile: sincronizziamo agende e orologi

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Lo scorso anno il “dopo” fu ancora più triste del “prima”. Qualcuno si lamentava del mancato invito, altri affermavano di avere assolto i loro “doveri” con la messa in Santa Croce… Continue reading “25 Aprile: sincronizziamo agende e orologi”

Quella cascata di Bellezza ci invita a meritarla

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A giudicare dai social c’era mezza Parma l’altra sera davanti a Raiuno per Alberto Angela e le sue Meraviglie d’Italia. Meraviglie per davvero: dalle Grotte di Frasassi al barocco di Noto, in un viaggio nel Bel Paese che partiva proprio da Parma. Continue reading “Quella cascata di Bellezza ci invita a meritarla”

La Cultura batte il Ponte?

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E’ il ponte dei sospiri nostri. Balena spiaggiata su un rigagnolo, invadente intruso d’acciaio nella città color pastello…  Eppure Continue reading “La Cultura batte il Ponte?”

Sicuri che il “Màt” fosse lui…?

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Bisogna dire tre volte grazie a Francesco Dradi, Fabrizio Marcheselli e Antonio Cavaciuti. Perchè hanno realizzato un bellissimo docufilm, perchè hanno dimostrato che il giornalismo può ancora essere declinato in forme e idee originali, che trovino anche il necessario supporto economico; perchè, infine e soprattutto, perchè hanno restituito alla città uno dei suoi personaggi più affascinanti: il “Màt” Sicuri. Continue reading “Sicuri che il “Màt” fosse lui…?”

Con lode. O anche senza…

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Promemoria post laurea – Se c’era la lode non crogiolatevi,

se non c’era non deprimetevi.

I numeri di ieri da oggi non contano: Continue reading “Con lode. O anche senza…”

Greta e Greto

Mentre il social-pianeta continua a dividersi sulla 16enne svedese Greta, a Parma il dibattito ambientale più gettonato riguarda Greto. Che in realtà ha ovviamente la g minuscola ed è il greto del nostro piccolo ma amatissimo torrente cittadino: un greto la cui futura sistemazione continua a far discutere. Continue reading “Greta e Greto”

Sgretoliamola!

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Sono lì che aspettano. Non cantano ancora vittoria, ma i primi social-sorrisini già spuntano man mano che spuntano fuori le insinuazioni:  Premio Nobel? Macchè: è solo una operazione mediatica per vendere il libro che la madre sta pubblicando…Ambientalista? Macchè: non avete visto le foto della sua colazione sul treno fra plastica e frutta fuori stagione…? Ed è solo l’inizio. Continue reading “Sgretoliamola!”

Il primo giorno di Primavera

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Bisogna fare la tara? Certo: e allora facciamola subito, visto che tanti hanno iniziato già in tempo reale in Piazza e subito dopo sui social. Per molti sarà stato solo un “fogone” collettivo, altri erano lì ma senza essere ben consapevoli delle motivazioni, altri appena in Piazza si sono fiondati al bar, altri hanno coronato la giornata ambientale al McDonald’s (…) e altri ancora si sono buttati sugli imprescindibili telefonini: oggetti il cui peso sull’ambiente non è irrilevante. Ok, c’era anche questo e magari altro ancora. Però… Continue reading “Il primo giorno di Primavera”

“La libertà delle donne libera tutti”: che concetto banale, vero…?

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Alla ritualità dell’8 marzo, che in parte effettivamente c’è, altri replicano da anni con un copione ancor più scontato e ripetitivo: qui la social-battutina da caserma, là una dissertazione un po’ più intellettuale, qui e là gli ammonimenti contro un futuro da “Grande Sorella”, nel quale il Pensiero Unico Femminista sovvertirà rovinosamente gli equilibri della nostra bella società occidentale. Che è un po’ come quando ci raccontano del “Sessantotto che distrusse la meritocrazia in Italia”: già, quella meritocrazia che baroni, nepotismi e massonerie (tuttora ben presenti anche dalle nostre parti) invece esaltavano…

Per  carità: proprio perchè siamo in democrazia va rispettato il pensiero di tutti. Ed è sempre giusto e salutare confrontarsi, anche perchè il rischio di non vedere retorica o esagerazioni è sempre presente per chiunque. Ma se sui “dettagli” o sulle singole questioni anche importanti si può discutere, l’8 marzo di ieri aveva proprio nel suo slogan qualcosa che dovrebbe unire e zittire: “La libertà delle donne libera tutti”. Sì: proprio “tutti”, al maschile e quindi anche (e soprattutto) per noi uomini. Guarda un po’ come a volte le verità possano essere semplici e quasi banali.

Già, perchè come recitava un altro manifesto di ieri “Men of quality / do not fear Equality”. Che è cosa un po’ diversa da certe paure maschili da operetta di quelli che, 50 anni dopo il Sessantotto, ci ripropongono gli stessi schemi: dicono no al Femminismo “perchè snatura la donna e porta all’utero in affitto” (…) e cinque minuti dopo sono in corteo con il Capitano, che per restituire alla Femminilità la dignità perduta si prepara a proporre la riapertura delle case chiuse…

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