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ilcielodiparma

Un blog parmigiano senza pretese e senza bandiere

Anna Maria

Cattura

Iniziavi a parlare con un sorriso. E con il sorriso finivi: sorriso bello, sincero, a volte un po’ amaro perché la vita non ti era sempre stata amica.

Adesso siamo proprio nel pieno dell’estate in cui di solito iniziavamo a sentirci per la solita pizza dei vecchi della tv, in cui i soliti racconti anche già sentiti e risentiti ci avrebbero fatto ridere come la prima volta e ci avrebbero scaldato il cuore perché in quelle storie c’erano la nostra vita e un lavoro che ci aveva uniti come raramente capita. Ma invece delle telefonate per sapere quando vederci, ci troviamo a scambiarci silenzi e messaggi inzuppati di lacrime e telefonate di pochi secondi, perché appena iniziamo a parlare di te poi non si riesce ad andare avanti. E sentiamo che ci è stato strappato qualcosa di grande e di bello che oggi muore per sempre in tutti noi.

Perché tu, Anna, non eri solo “una” di noi: così come eri stato il primo volto e la prima voce di quella Radio/Tv Parma, eri anche il volto del nostro stare ancora insieme, scherzare, volersi bene.

Quando nel 1980 siamo arrivati noi, quelli della Gazzetta, pareva che dovessimo venire a portare la professionalità vera e invece siete stati voi a insegnarci tutto. Da te, Claudia, Mauro, Betty, Graziella, Pia, Corrado abbiamo imparato le magie del fare radio e tv, ma soprattutto abbiamo imparato la differenza fra avere un po’di successo e farsi voler bene da un’intera città. E giorno per giorno siamo diventati un gruppo unico e unito per davvero, in cui si poteva anche litigare ma dopo cinque minuti sentivi la voglia di ritrovarsi alla macchina del caffè a fare pace. Ma non con te, con te era impossibile litigare: tu mai una parola negativa con nessuno, e nessuno ha mai potuto non volerti bene, anche se questa parola abbiamo iniziato a dircela solo negli ultimi anni, magari dietro il paravento di facebook e di un augurio di buon compleanno, o quando a riunirci sono stati Betty ed Ezio, troppo presto.

Qualcuno ha scritto in un commento una cosa che anch’io penso: nel tuo sorriso c’era anche il sorriso di una Parma diversa, più buona. Che assomigliava di più a una persona bella come te.

 

 

Parisi val bene una mostra

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Spero che abbiate letto sulla Gazzetta, nei giorni scorsi, il delicato articolo di Margherita Portelli: delicato come il protagonista, dell’articolo e della mostra cui si riferisce la fotogallery. Vittorio Parisi si è fatto apprezzare a Parma come professore universitario di Zoologia, come politico e nei giorni scorsi anche come pittore, nella mostra “Un ponte tra arte e natura” che gli è stata dedicata alla Galleria Sant’Andrea di via Cavestro.

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Quando una maglietta ci mette a nudo

Sarà perchè ero reduce da una giornata in mezzo a bellezze naturali, ma quando sabato sera e poi domenica mi sono letto il dibattito su Facebook (o almeno una parte) a proposito dell’iniziativa delle magliette rosse mi sono davvero cadute le braccia.  Continue reading “Quando una maglietta ci mette a nudo”

Eppur si muove

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I novemila per Morricone e il successo dell’intera manifestazione in Cittadella, il Terzo giorno elogiato anche a livello nazionale e simboleggiato da quella sfera dorata alla quale ci siamo ormai affezionati…e la Capitale della Cultura, e prima ancora la Creatività gastronomica Unesco… Solo il più fazioso degli avversari potrebbe negare questi successi a Federico Pizzarotti e alla sua giunta, che proprio in queste ore hanno celebrato il primo anniversario dell’elezione-bis.   Continue reading “Eppur si muove”

Salvarani: una storia a due facce, che ha ancora tanto da insegnare

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E’ una storia di parte, come l’autore onestamente dichiara. Di parte e di affetti, perchè è un figlio che racconta del padre e della sua singolarissima parabola industriale. Ma è soprattutto un libro importante, che Giovanni Salvarani ha fatto benissimo a scrivere e che ha tanto da insegnare a chi non ha vissuto o non conosce quella storia.  Continue reading “Salvarani: una storia a due facce, che ha ancora tanto da insegnare”

L’uomo che ci “guida” verso il futuro

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Ho voluto attendere gli articoli degli esperti che insieme a me avevano assistito alla conferenza stampa con dimostrazione concreta. E in particolare quello di Patrizia Licata, sul numero appena uscito del mensile “l’Automobile”:  a Parma c’è un luogo nel quale davvero si vive già nel futuro.  Continue reading “L’uomo che ci “guida” verso il futuro”

Quel lunghissimo applauso in un carcere

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La cronaca: leggi qui

Alla fine un applauso lunghissimo, che immagino soprattutto loro avrebbero voluto interminabile per mantenere la positività di quel momento prima che ognuno tornasse alla propria strada, attori e pubblico.

Non conosco le storie degli attori che hanno dato vita a Tito Andronico/La tragedia delle tragedie nel carcere di via Burla. Ma so che quel lunghissimo applauso, in quel momento, era giusto: sicuramente per rendere merito di un lavoro teatrale davvero bello (e qui i complimenti vanno anche  a due parmigiani speciali come Franca Tragni e Carlo Ferrari) ma anche per consegnare, spero, un messaggio di fiducia in se stessi e di positività, che ovviamente si estende a chi gestisce il carcere e ha contribuito a questa iniziativa. Perchè nella vita si può anche sbagliare, magari anche sbagli grossi,  ma poi si può anche ritrovare la strada per fare cose buone, scoprendo magari qualità che non si pensava di avere.

Parma calcio: sconcertante l’inchiesta. Ma anche quello che scriviamo sui social

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Non è un post acchiappa-clic: anzi, semmai mi farà acchiappare critiche e impopolarità. Ma dopo 40 anni di giornalismo innamorato di questa città, credo che sulla vicenda del deferimento Parma calcio vadano spese due parole sincere. Anzi tre.  Continue reading “Parma calcio: sconcertante l’inchiesta. Ma anche quello che scriviamo sui social”

Le cinque W del giornalismo. Precario

Who? Giovani giornalisti precari. What? Manifestazione di protesta e soprattutto di sensibilizzazione. When? Questo pomeriggio. Where? In via Mazzini. Why? Perchè un giornalismo che non investe e non coltiva i giovani non è un problema solo per  quei giovani, ma per tutta la società.

Ecco le cinque W del giornalismo, aurea regola anglosassone che spiega su ogni manuale come inquadrare una notizia, declinate al tempo del precariato:  Continue reading “Le cinque W del giornalismo. Precario”

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